11 domande a monsignor Galantino, per capire in che senso la Riforma è stata “un evento dello Spirito”

Cari pellegrini, immaginiamo di rivolgerci a monsignor Galantino che ha definito la Riforma un “evento dello Spirito” e poniamogli queste 11 domande.

1

Caro monsignore, per lei è un evento dello Spirito la distruzione della collaborazione tra ragione e fede? 

Lutero rifiutò la ragione, tant’è che affermava che essa (la ragione) non sarebbe altro che una sorta di “prostituta del demonio”. La ragione non servirebbe per avvicinare a Dio, ma per allontanarsi da Lui. Nei Discorsi a tavola dice: “(…) la ragione è il peggior nemico che la fede abbia: non viene mai in aiuto delle cose spirituali, al contrario (…) combatte contro la rivelazione divina trattando con disprezzo tutto ciò che proviene da Dio.” La ragione è per lui: “la scaturigine di tutti i mali” e “la sposa di Satana”. Da qui la sua avversione per la filosofia aristotelica. Posizione questa che è lontana mille miglia da quella cattolica, secondo cui ragione e fede devono essere in un rapporto armonico di collaborazione. La scolastica medievale poggiava su due espressioni importanti: intelligo ut credam e credo ut intelligam, che vogliono dire: ragiono per poter credere e credo per poter ragionare.

2

Caro monsignore, per lei è un evento dello Spirito la sopravvalutazione del peccato originale?

Il peccato originale –secondo Lutero- avrebbe intrinsecamente corrotto la natura umana e pertanto l’uomo, dopo questo peccato, non sarebbe più capace di fare alcun bene. Dopo di esso non esisterebbe più il libero arbitrio, l’uomo sarebbe dominato dalla concupiscenza, per cui le azioni umane sarebbero intrinsecamente peccaminose. Neppure Dio può veramente guarire l’uomo. La dottrina cattolica, invece, afferma che il peccato originale pur essendo stato molto grave, non ha distrutto tutto, ha solo ferito l’uomo. E questi, con la grazia, può compiere il bene, malgrado porti con sé le conseguenze del peccato originale.

3

Caro monsignore, per lei è un evento dello Spirito la salvezza solo attraverso la fede? 

Lutero afferma che la salvezza si realizzerebbe solo attraverso la fede e le opere non concorrerebbero in tal senso. La frase chiave è quella della Lettera ai Romani: “Il giusto vivrà per la sua fede” (Romani 1,17) Dimenticando, però, le parole della Lettera di Giacomo: “L’uomo viene giustificato in base alle opere e non soltanto in base alla fede.” (Giacomo 2,24). La dottrina cattolica esprime invece un equilibrio tra fede e opere. Occorre la fede con le opere. Non basta né solo la fede, né tantomeno solo le opere. Occorrono entrambe. Occorrono insomma la grazia e la libera corrispondenza alla grazia. Per capire possiamo utilizzare questo esempio. Siamo in una stanza completamente buia e dobbiamo trovare un oggetto prezioso che abbiamo perso. Per quanti sforzi volessimo fare, il buio c’impedisce di cercare. Si accende improvvisamente una luce, la ricerca diventa più facile, ma perché sia proficua occorre comunque il nostro impegno. Per trovare l’oggetto prezioso, dunque, occorre la luce (la fede), ma anche il nostro impegno (le opere).

4

Caro monsignore, per lei è un evento dello Spirito l’affermazione di una salvezza solo estrinseca? 

Conseguenza di ciò che abbiamo detto prima, è la teoria luterana della “giustificazione”. Per Lutero la salvezza non avviene con i propri meriti, bensì solo per misericordia di Dio, il quale attribuirebbe esteriormente al peccatore, senza redimerlo interiormente ma lasciandolo nella corruzione del peccato, i meriti della Croce di Cristo. Insomma, l’uomo non può mai essere completamente giustificato da Dio. Dio nella sua misericordia farebbe un atto di pura volontà reputando giusto un uomo che in realtà non lo è (giustificazione estrinseca). La dottrina cattolica afferma ben altro e dice che quella di Dio è una giustificazione intrinseca. La grazia di Dio è talmente potente da distruggere il peccato e quando l’uomo è sinceramente pentito, grazie ai meriti di Gesù Cristo, la sua anima diventa candida come la neve. D’altronde la Scrittura lo dice: “Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve.” (Isaia 1,18)

5

Caro monsignore, per lei è un evento dello Spirito la concezione di un uomo legittimato a peccare quanto vuole? 

E’ evidente che nell’uomo così “giustificato”, non essendoci nessuna modificazione reale, non può inabitare la grazia santificante. Secondo il Luteranesimo l’unico atto buono che l’uomo può compiere è avere cieca fiducia che Dio lo possa ugualmente considerare “giustificato”. Solo attraverso la fede (questo tipo di fede), e non attraverso le opere, l’uomo può salvarsi. Lutero afferma che i meriti sovrabbondanti di Gesù di per sé assicurano la salvezza. Insomma, basta credere per salvarsi. Egli affermava: “Il Vangelo non ci dice cosa dobbiamo fare, esso non esige niente da noi. (…). Il Vangelo dice semplicemente: credi e sarai salvato.”  E’ evidente quanto tale dottrina causi delle conseguenze disastrose. Su questa terra l’uomo potrebbe anche condurre una vita di peccato senza rimorsi di coscienza né timore della giustizia di Dio. Lutero anzi sosteneva che, per rafforzare la nostra fede, dobbiamo peccare sempre di più. Così sarà ancora più chiaro che è Cristo che salva e non noi. Lutero espresse questa idea in un’affermazione che è rimasta famosa: “Esto peccator et pecca fortiter”. In una lettera all’amico Melantone del 1° agosto 1521, egli afferma: “Sii peccatore e pecca fortemente ma con ancora più fermezza credi e rallegrati in Cristo. (…) Durante la vita presente dobbiamo peccare.” Scrivendo ad un altro seguace, diceva: (…) devi bere con più abbondanza, giocare, divertirti e anche fare qualche peccato. (…) In caso il diavolo ti dica: Non bere! Tu devi rispondere: in nome di Gesù Cristo, berrò di più! (…) Tutto il decalogo deve svanire dagli occhi e dall’anima. Ad un altro amico egli scrisse ancora: “Dio ti obbliga solo a credere. In tutte le altre cose ti lascia libero e signore di fare quello che vuoi, senza pericolo alcuno di coscienza. Egli non se ne cura, quando anche lasciassi tua moglie, abbandonassi il tuo padrone e non fossi fedele ad alcun vincolo.” Ovviamente, come abbiamo già detto, le conseguenze di questa dottrina non potevano essere che l’estendersi del vizio. Lutero stesso lo ammette. Egli scriveva riferendosi ai suoi seguaci: “Sono sette volte peggiori di una volta. Dopo la predicazione della nostra dottrina, gli uomini si sono dati al furto, alla menzogna, all’impostura, alla crapula, all’ubriachezza e a ogni genere di vizi. Abbiamo espulso il demonio –il papato- e ne sono venuti sette peggiori.”

6

Caro monsignore, per lei è un evento dello Spirito la babele della libera interpretazione delle Scritture? 

Per Lutero l’unica fonte della Rivelazione è la Scrittura e questa non deve essere appannaggio di un’interpretazione di una ristretta cerchia di persone (il magistero), bensì ad ognuno deve essere riconosciuta la possibilità di interpretarla. Qui Lutero non tiene inconsiderazione ciò che dice il Vangelo di Matteo, allorquando parla chiaramente dell’istituzione del Magistero parlando ai suoi apostoli: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.” (Matteo 28, 19-20) E non tiene conto nemmeno del Vangelo di Giovanni che fa altrettanto chiaramente capire quanto la Tradizione sia “giudice” delle Scritture: “Vi sono ancora molte cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.” (Giovanni 21, 25)

7

Caro monsignore, per lei è un evento dello Spirito la distruzione della Chiesa visibile e di ogni gerarchia? 

Passando alla Chiesa, il Luteranesimo afferma che la Chiesa gerarchica sarebbe solo un’istituzione umana. Tra l’uomo e Dio non vi sarebbe alcun intermediario. A maggior ragione il Romano Pontefice non sarebbe il Vicario di Cristo. La Chiesa non sarebbe che un’unione puramente spirituale dei cristiani, i quali sarebbero individualmente autosufficienti. La vera Chiesa è pertanto “invisibile.” E qui -diciamola tutta- si arriva al paradosso: un vescovo che definisce “evento dello Spirito” un evento che ha voluto l’abolizione dell’episcopato.

8

Caro monsignore, per lei è un evento dello Spirito l’abolizione del sacerdozio ministeriale? 

Lutero riconosce il sacerdozio, ma ne parla solo come “sacerdozio comune”, nel senso che tutti i fedeli sono tenuti ad offrire la propria vita a Dio. Nel Luteranesimo non c’è il sacerdozio nel vero senso della parola, cioè quello cosiddetto “ministeriale”. Anche perché Lutero distrugge la Messa come Sacrificio. Lutero qui non tiene conto del fatto che nel Cenacolo Gesù abbia chiaramente istituito il sacramento dell’Ordine Sacro e che in quell’occasione vi erano solo gli apostoli e, se avesse voluto, avrebbe potuto invitare anche alcuni suoi discepoli e non lo ha fatto.

9

Caro monsignore, per lei è un evento dello Spirito la riduzione dei sacramenti da sette a due… anzi no: ad uno e mezzo? 

Il Luteranesimo afferma che i sacramenti sono solo per suscitare o nutrire la cosiddetta “fede fiduciale”, ovvero la fede senza la ragione, la fede come esperienza, la fede come puro abbandono. Si dice che Lutero abbia ridotto i sacramenti da sette a due, conservando solo il Battesimo e l’Eucaristia. In realtà non è così perché dell’Eucaristia stravolge tutto, ecco perché sarebbe più opportuno dire da due ad uno e mezzo. Ma vediamo meglio. Lutero accetta di fatto solo il Battesimo. In realtà, egli parla anche di Penitenza, però sostiene che questa non opererebbe la remissione dei peccati ma dichiarerebbe solo la loro imputazione. Lutero parla anche dell’Eucaristia, la quale però non deve essere Sacrificio ma solo Cena. In essa non ci sarebbe transustanziazione (“cambiamento di sostanze”) del pane e del vino nel Corpo e Sangue di Cristo, ma solo presenza di Cristo insieme alla sostanza del pane e del vino (consustanziazione o impanazione) in forza delle parole consacratorie e della fede dei presenti.Attenzione: la fede dei presenti! Pertanto, la presenza di Cristo non esisterebbe né prima né dopo la manducazione (consumazione) e così, con il cessare del Rito, non rimarrebbe che pane e vino soltanto.

10

Caro monsignore, per lei è un evento dello Spirito l’abolizione del Purgatorio? 

Altro punto caratterizzante è la negazione del Purgatorio, che, secondo Lutero, non potrebbe essere provata dalle Sacre Scritture. Egli addirittura definisce il Purgatorio una sorta d’invenzione diabolica. Da qui l’inutilità delle indulgenze, delle preghiere per i defunti e della mediazione dei Santi.

11

Caro monsignore, per lei è un evento dello Spirito il rifiuto della devozione alla Madonna? 

I luterani riconoscono che Maria è Madre di Dio, perché Madre di Cristo. Riconoscono che Maria è anche Madre di tutti gli uomini, essendo Cristo fratello degli uomini. Riconoscono anche che Maria è Vergine, ma non pongono l’obbligo di credere in questo. I luterani non escludono che il corpo di Maria sia stato portato in cielo dagli angeli, ma si oppongono a fare qualsiasi tipo di comparazione tra l’Assunzione di Maria e l’Ascensione di Cristo. Ma soprattutto i luterani escludono che Maria possa essere considerata “mediatrice” ed “avvocata”. Ammettono che si possa dire che Ella preghi per gli uomini, ma non la si può invocare né venerare.

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  Il Cammino dei Tre Sentieri 


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1 Comment on "11 domande a monsignor Galantino, per capire in che senso la Riforma è stata “un evento dello Spirito”"

  1. Cari Amici del Cammino,
    leggendo questo Vostro bellissimo articolo, mi è venuto in mente il passo del Vangelo di Matteo ove Gesù pronuncia le parole “non gettate le vostre perle ai porci…
    Ecco, questo riassume il mio pensiero: è inutile disperdere energie con persone (Galantino) che non stanno ad ascoltare…tutto risulterebbe inutile.
    Che Dio Vi benedica.

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