12 febbraio – I Sette Santi Fondatori dell’Ordine dei Servi della Beata Vergine Maria

La Passione e la Compassione

Il cielo della Chiesa si oscura. Tutto ormai annuncia il giorno in cui l’Emmanuele apparirà nello stato in cui l’hanno ridotto i nostri peccati. Dunque così presto Betlemme chiama il Calvario? Ai piedi della Croce ritroveremo la Madre della divina Grazia; Maria allora concepirà nelle lacrime i fratelli del primogenito, la cui nascita fu piena di dolcezze. Come gustammo le sue gioie, così sapremo con lei piangere e soffrire.

Prendiamo a modello i beati da onorare in questo giorno. La loro vita si consumò nella contemplazione delle sofferenze della Vergine; e l’Ordine che fondarono ebbe per missione di propagare il culto dei suoi dolori. Era il tempo in cui san Francesco d’Assisi al mondo intiepidito rievocava il segno del divin Crocifisso. Nel ripristino dell’opera della salvezza, non meno del Venerdì della grande Settimana, Gesù non poteva non mostrarsi alla terra senza Maria; i Serviti completarono a loro volta l’opera del patriarca dei Minori; e l’umanità derelitta ritrovò la fiducia, meditando la Passione del Figlio e la compassione della Madre.

Quale posto occupino nell’economia della redenzione i dolori della Vergine SS., è ciò che ci diranno a suo tempo due diverse feste dedicate a questo mistero. Ma sin d’ora uniamo la nostra gratitudine a quella della Chiesa per la famiglia religiosa dei Serviti; a questa il mondo deve il suo avanzamento nella conoscenza e nell’amore verso la Madre di Dio, divenuta nostra madre al prezzo di sofferenze che nessun’altra figliolanza conosce.

VITA

Dal 1183 Firenze possedeva una confraternita dedicata alla Vergine, allo scopo di contenere il dilagare dell’eresia càtara. Verso il 1330 tale confraternita annoverò fra i suoi membri sette dell’aristocrazia. Il 15 agosto 1233, mentre erano in preghiera, ebbero la stessa ispirazione di abbandonare ogni cosa per meglio servire Dio e la SS. Vergine. Si ritirarono perciò in un romitaggio, col proposito di non ammettere nessuno in loro compagnia. Ma il miracolo della vigna che produsse dei frutti in tempo di Quaresima, mostrò loro che dovevano accogliere dei discepoli. I loro cenobi si moltiplicarono rapidamente in Italia, in Germania ed in Francia; e Benedetto XI approvò l’Istituto nel 1304. Dediti alla contemplazione della Passione di Cristo e alle sofferenze della Madre, i Serviti dovevano promuovere il culto dei dolori di Maria.

Nell’occasione del suo giubileo sacerdotale, Leone XIII canonizzò i sette Fondatori dei Serviti, la cui festa si celebra il 13 febbraio.

La vigna della Madonna

Come voi faceste propri i dolori di Maria, così ella ora vi partecipa i suoi eterni gaudi. Ma la vigna i cui grappoli maturati anzi tempo presagivano la vostra fecondità, esala ancora la sua fragranza in questo nostro esilio; ed i fedeli altamente apprezzano i frutti che continua a produrre. Voi vi compiacete dell’oscurità in cui pure la Regina dei Santi trascorse la sua vita mortale. Ma in un secolo in cui la gloria di Maria dissipa ogni nube, non vi sono più ombre che possano privare i suoi servi dello splendore che rifulse nella loro augusta Genitrice.

Che i vostri benefici siano sempre più palesi! non cessate di riscaldare il cuore di un mondo decrepito, allo stesso focolare, in cui il vostro seppe accendere tanto vigoroso amore, che lo fece trionfare del male e immolarsi a Dio. Cuore di Maria, la cui spada di dolore fece divampare fiamme, siate per noi modello, asilo e ristoro, finché non giunga l’ora che porrà termine alle nostre sofferenze e alle nostre lacrime.

da: dom Prosper Guéranger, L’anno liturgico. – I. Avvento – Natale – Quaresima – Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p.  810-811

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