19 maggio 1979 – Nasce Diego Forlan …per molti uno sconosciuto, eppure…

Per molti Diego Forlan, professione calciatore, è uno sconosciuto, un illustre sconosciuto, una sorta di “carneade” di manzoniana memoria. Eppure, per gli amanti del calcio, non solo non è uno sconosciuto, ma anche un calciatore con i fiocchi, con i fiocchi celesti, ma con i fiocchi.

Fiocchi celesti perché Forlan è stato un grande calciatore della cosiddetta Celeste, ovvero la Nazionale dell’Uruguay che ha vinto ben 2 Mondiali (1930 e 1950) e ben 15 Coppe America (il Brasile ne ha vinte solo 9!). A questo poi bisogna aggiungere che gli Uruguayani rivendicano qualche Mondiale in più, in quanto vincitori di 2 Olimpiadi (1924 e 1928), quando i Mondiali di calcio ancora non erano stati istituiti e il torneo a cinque cerchi fungeva da massima competizione footballistica.

Vi chiederete: con tutto il rispetto, ma che c’entra Forlan con la bellezza della Verità Cattolica a cui tiene il C3S?

Ci può entrare …e vi diciamo subito il perché.

L’Uruguay è un piccolo Stato. Conta circa 3 milioni e mezzo di abitanti (circa, perché in realtà sono poco più di 3.400.00); il che vuol dire che Roma con il suo circondario lo supera come popolazione. Eppure da sempre questo piccolo Stato è al vertice del calcio mondiale. Non solo come trofei vinti, ma anche come capacità di sfornare calciatori di alto livello. Non c’è campionato serio nel mondo che non abbia tra le compagine talenti uruguagi. Il che vuol dire che lì giocare a pallone è un po’ come prendersi il gelato nelle serate estive: lo fanno tutti. Una spiegazione può essere nel fatto che gli Uruguayani rivendicano, in concorrenza con gli Inglesi, l’invenzione del calcio moderno. Ma al di là delle cause, c’è il fatto e la spiegazione più convincente di questo fatto sta nei maestri. L’Uruguay possiede maestri di calcio che riescono a produrre calciatori di alto livello. Ora, al di là dello sport, questo significa una cosa che è sacrosanta: il numero vale fino ad un certo punto. Ciò che occorre è la motivazione e soprattutto la sapienza di saper fare ciò che si deve fare. Libro dei Giudici: quando gli Ebrei tornarono a tradire, Dio li castigò facendoli cadere sotto il potere del popolo di Madian. Ma Dio inviò un angelo da Gedeone (un giudice) per comandargli la distruzione delle statue dei falsi dei (a proposito di ecumenismo!). Quindi Dio stesso ordinò a Gedeone di combattere contro i Madianiti. Gedeone chiese prima una prova per fidarsi di Dio e Dio gliela concesse. Chiese addirittura una seconda prova e Dio concessa anche questa. Allora Gedeone fece come Dio voleva. Molti seguirono Gedeone per combattere contro i Madianiti. Ma erano troppi: Dio voleva che gli Ebrei capissero che il merito della vittoria sarebbe stato solo suo. Molti allora, mostrando paura, se ne andarono. Erano ancora troppi per Dio, così il Signore dette quest’ordine a Gedeone: “Portali al fiume. Coloro che avidamente berranno, scartali. Lascia solo coloro che berranno con calma con le mani.” Rimasero in 300. Gedeone disse loro: “Dio cambatterà per noi”. Dio ordinò a Gedeone d’infiltrarsi nell’accampamento. Qui capì che i Madianiti avevano paura perché sapevano che Dio era accanto agli Ebrei. Gedeone comunicò ai suoi quanto i Madianiti avessero paura. Ordinò di attaccare facendo però molto chiasso e gridando forte così da sembrare molti di più di 300. Così avvenne: i Madianiti furono sconfitti. Insomma, Gedeone voleva più uomini, ma il Il Signore gli fece capire che dovevano bastare 300; e bastarono tanti. Ma non solo: quei 300 dovevano essere scelti non tra i forzuti, ma tra coloro che fossero capaci di mantenere la calma: coloro che avrebbero bevuto con calma. Come il calcio uruguagio che non è mai stato spettacolare, ma sempre tranquillamente strategico. Un calcio sparagnino, lento, capace di far stancare l’avversario. Un calcio intelligente… ed efficace.

Ma c’è dell’altro. E questo è legato al nostro Diego Forlan. E’ evidente che essendo l’Uruguay così piccolo, ma capace di sfornare campioni come la Nestlè sforna le merendine, ci siano generazioni intere dedite a questo sport. Ebbene, Diego Forlan ha vinto la Coppa America nel 2011 (finale con il Paraguay vinta 1-0). Il padre Pablo ha vinto la Coppa America nel 1967 (finale con l’Argentina vinta 1-0). E il nonno materno (non poteva mancare il nonno in ogni famiglia che si rispetti) ha vinto la Coppa America come tecnico nel 1959 e nel 1967. Quando si dice la famiglia… già la famiglia! Noi, ubriachi di spirito moderno, siamo incapaci a capire, ma, al di là di certe degenerazioni, aveva un senso ciò che accadeva nella società tradizionale, ovvero che il potere si trasmettesse da padre in figlio, perché il figlio, ogni figlio, vede il padre e cerca di emularlo. Così come Diego Forlan ha visto padre …e nonno!

A questo poi si aggiunge la ciliegina sulla torta, sempre a proposito di importanza della famiglia. Diego Forlan, quando era ragazzo, fu chiamato ad una scelta: tennis o calcio, perché riusciva benissimo anche con la racchetta (mancino nel tennis, destro nel calcio… mah!). Decise per il calcio. Sapete perché? Perché avrebbe guadagnato di più. Fin qui nulla di strano. Ma -ha raccontato- guadagnare di più non solo per pensare a sé, ma per pensare anche all’amata sorella divenuta disabile a causa di un incidente stradale.

Insomma, una storia non male.

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