21 febbraio 1916 – Inizia la terribile Battaglia di Verdun… durerà ben 10 mesi e c’insegna molto

La Battaglia di Verdun, durante la Prima Guerra Mondiale, fu la battaglia più terribile che si ricordi. Per un motivo molto semplice: iniziò il 21 febbraio del 1916 e finì il 18 dicembre dello stesso anno. Durò ben 10 mesi!

Essa fece oltre un milione di morti tra soldati francesi e tedeschi, nonché tra la popolazione civile. Eppure nella Grande Guerra non fu la battaglia che fece più morti. Quella della Somme (1 luglio -18 novembre 1916) ne farà di più. Fu proprio quest’ultima che vide per la prima volta l’utilizzazione dei carri armati.

Ma -dicevamo- la Battaglia di Verdun è quella che simbolicamente colpisce di più. Dieci mesi di battaglia e utilizzazione smisurata di armi e gas velenosi. Ancora adesso c’è una zona rossa che non è praticabile perché pericolosa per l’uomo.

Perché è giusto parlarne? Cosa ci può insegnare -in negativo- un evento come questo?

Il trionfo politico della modernità si ebbe con la Rivoluzione francese. Da questo evento i diritti dell’uomo iniziarono ad essere propagandati. Addirittura, con il diffondersi dei tricolori, iniziarono ad essere anche vessillati su un gran numero di bandiere. Ma (nemesi storica) da allora la vita dell’uomo iniziò ad essere violentemente calpestata. Il mondo iniziò sempre più a trasformarsi in un cimitero. Già lo stesso Von Clausewitz (1780-1831), che scrisse senza conoscere il ‘900, aveva detto che prima della Rivoluzione francese i principi combattevano tra loro senza che le popolazioni civili se ne accorgessero, e che invece dopo la Rivoluzione le cose erano totalmente cambiate.

La tecnica che si pensava -da parte della filosofia positivistica- avrebbe potuto risolvere tutti i problemi umani, iniziò a manifestare la sua ambiguità. Si capì che “grazie” ad essa si sarebbero potuti fare ancora più morti e vincere battaglie e guerre.

E tutto questo perché? Perché quei diritti dell’uomo erano in realtà dei diritti dell’uomo senza Dio. Meglio: dei diritti dell’uomo senza previamente anteporre i diritti di Dio.

Ma quando si dimentica Dio, chi ne paga le conseguenze non è Dio, bensì l’uomo. Non a caso Dio, nel paradiso terrestre, dando il comandamento ad Adamo ed Eva, disse di non mangiare i frutti dell’albero della vita aggiungendo: …qualora ne mangiaste, morireste (Genesi 3).

La libertà senza Dio, è un’arma che non si rivolta contro Dio, ma contro lo stesso uomo. E un evento come la Battaglia di Verdun lo attesta tragicamente!

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