21 ottobre: Mese del Rosario …Rosari per le strade

da Il Santo Rosario e i Santi di padre Stefano Maria Manelli

(…) la recita del santo Rosario fatta silenziosamente mentre si cammina o di viaggia, è stata l’occupazione più solita fra i Santi.

Alcuni Santi lo dimostrarono anche esternamente di strada in strada con la corona sempre in moto fra le dita.

San Giovanni battista de La Salle camminava sempre con la corona in mano; non solo, ma fece persino obbligo a tutti i suoi figli di percorrere le vie della città recitando di continuo il Rosario.

San Luigi Maria Grignon di Monfort ebbe il Rosario come compagno inseparabile dei suoi interminabili viaggi missionari, santificando con le Ave Maria le strade e le regioni della Francia.

San Filippo Neri, San Felice da Cantalice, Sant’Alfonso Maria dei Liguori, Sant’Antonio Maria Claret, e tanti altri, non facevano certamente mistero del loro camminare o viaggiare recitando Rosari senza numero.

Era bello vedere San Leonardo da Porto Maurizio tornare la sera in convento, dopo le fatiche apostoliche, recitando il Rosario tutto assorto e sereno. Lo stesso, era uno spettacolo edificante vedere il giovane San Giovanni Berchmans con altri giovani confratelli recitare devotamente il Rosario per le vie della città.

San Carlo da Sezze, andando e venendo dalla campagna, recitava sempre la corona. E il servo di Dio padre Anselmo Treves, se incontrava qualcuno per via, era solito chiedere: “Ha fatto buona passeggiata?… Ha seminato molte Ave Maria per la sua strada?

San Corrado da Parzhan, l’umile cappuccino della Baviera, radunava i ragazzi per le strade e recitava con essi il Rosario in pia processione che edificava tutto il paese.

Santa Giovanna d’Arco era molto facile scorgerla tutta assorta mentre cavalcava accanto al suo Re. Fu lo stesso Re a chiederle una volta che cosa stesse “sognando” mentre cavalcava così raccolta e silenziosa: “Gentile Sire, -rispose l’eroina- sto recitando il Rosario“.

Ai nostri tempi, Santa Bertilla Boscardin a Vicenza, San Massimiliano Maria Kolbe a Roma, don Dolindo Rutolo a Napoli, attraversavano le vie della città recitando Rosari.

San Giuseppe Cafasso racconta che un giorno, al mattino molto presto, incontrò per le vie di Torino una vecchietta tutta raccolta. Il Santo si avvicinò e le disse: “Come mai, mia buona vecchietta, per la via a quest’ora?“. “Passo a pulir le strade.” Rispose la vecchietta. Stupito, il Santo chiese: “Che cosa vuol dire?“. “Questa notte è stato carnevale, e si sono commessi tanti peccati. Perciò, io passo recitando il Rosario, per purificare le strade da tanti peccati“. Bravissima vecchietta!

Che dire oggi delle nostre strade? Corruzione, scandali, sconcezze sui muri, sulle persone, nei gesti, nelle parole (bestemmie, turpiloquio), nelle canzoni… Non sarebbe, oggi, tanto più necessario passare con la corona del Rosario in azione per purificare queste strade del mondo appestate dal sesso?

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