23 febbraio – San Pier Damiani (Cardinale e Dottore della Chiesa)

Un Riformatore

Ci si presenta oggi Pier Damiani, l’austero riformatore dei costumi cristiani nell’XI secolo, e precursore di san Gregorio VII. A lui risale in parte la gloria di quella magnifica rigenerazione che si formò nei giorni che cominciò il giudizio per la casa di Dio (1Pt 4,17). Levatesi a combattere i vizi attraverso la severa istituzione mo-nastica, Pietro si oppose come una diga al torrente dei disordini del suo tempo, e contribuì potentemente a preparare, estirpando i vizi, due secoli di fede ardente che ripararono l’onta del X secolo. La Chiesa ha riconosciuto tale scienza, zelo e grandezza d’animo negli scritti del santo Cardinale che, con un giudizio solenne, lo ha annoverato fra i suoi Dottori. Apostolo della penitenza, Pier Damiani ci chiama alla conversione in questi giorni: ascoltiamolo e mostriamoci docili alla sua voce.

VITA

San Pietro nacque a Ravenna nel 1007. Dopo aver studiato ed insegnato a Ravenna e a Parma, entrò nel 1035 nell’eremitaggio di Fonte Avellana. Fatto priore verso il 1043, promosse numerose fondazioni, ch’egli stesso diresse e dove fece osservare la Regola di san Benedetto. Lottò molto contro la simonia, il libertinaggio del clero e le ingerenze del potere civile nel dominio religioso. Nel 1057 Stefano X lo nominò cardinale-Vescovo di Ostia. Lo vediamo al Concilio d’Asburgo nel 1063 fare deporre l’antipapa Onorio II, poi a Cluny ove difese le immunità monastiche contro il Vescovo di Macon. Nel 1065 otteneva di ritornare nel ritiro di Fonte Avellana per ritrovarvi la contemplazione e l’austerità d’un tempo; ma dovette ancora uscirne per andare a difendere la Chiesa. Morì il 22 febbraio 1072. Leone XIII ne estese il culto dall’Ordine monastico a tutta la Chiesa e gli diede il titolo di Dottore.

Zelo per la Chiesa

Lo zelo della casa del Signore consumava la tua anima, o Pietro! Infatti, fosti dato alla Chiesa in un tempo in cui la malizia degli uomini le aveva tolto parte della sua bellezza. Ripieno dello spirito d’Elia, ti sforzasti di ridestare i servi del Padre di famiglia, che nel loro sonno avevano lasciato prevalere la zizzania nel campo. Sorsero così giorni migliori per la Sposa di Cristo; la virtù delle divine promesse di cui è depositarla si rivelò; e tu, amico dello Sposo (Gv 3,29), avesti la gloria d’avere potentemente contribuito a ridare alla casa di Dio il suo antico splendore. I prìncipi della terra avevano detto: Occupiamo come nostra eredità il santuario di Dio (Sal 82,13); ma tu lo preservasti dalle ingerenze secolari. La Chiesa, che dev’essere soprattutto libera, era diventata una vile serva agli ordini dei padroni del mondo. In tale crisi, i vizi ai quali la debolezza umana è così facilmente incline avevano insozzato il tempio. Ma il Signore si ricordò di colei cui tutto si donò, e, per rialzarla da tante rovine, si servì di braccia mortali; e tu fosti tra i primi ad essere scelto, o Pietro, ad aiutare Cristo nell’estirpazione di sì gravi mali. In attesa del giorno in cui Gregorio VII doveva prendere le Chiavi nelle sue mani forti e fedeli, i tuoi esempi e le tue fatiche gli prepararono la strada.

Ora che sei giunto al termine dei tuoi travagli, veglia sulla Chiesa di Dio con quello zelo che il Signore ha coronato in te. Dall’alto del cielo comunica ai pastori quell’apostolica forza senza la quale il male non retrocede. Mantieni puri i costumi sacerdotali, che sono il sale della terra (Mt 5,13). Mantieni saldi nelle pecorelle il rispetto, la fedeltà e l’obbedienza verso coloro che le guidano nei pascoli della salute. Tu, che, in mezzo ad un secolo corrotto, fosti non solo l’Apostolo, ma l’esempio vivente della penitenza cristiana, fa’ che siamo solleciti a riparare con opere soddisfartene i nostri peccati e le pene che ci hanno meritato. Ravviva nelle anime nostre il ricordo delle sofferenze del Redentore, affinché troviamo nella sua dolorosa Passione una continua sorgente di pentimento e di speranza. Accresci anche la nostra fiducia in Maria, rifugio dei peccatori, e rendici partecipi della filiale tenerezza da cui ti mostrasti animato per lei, e dello zelo col quale predicasti le sue grandezze.

da: dom Prosper Guéranger, L’anno liturgico. – I. Avvento – Natale – Quaresima – Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p.  824-826

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