24 marzo – San Gabriele (Arcangelo)

Le feste degli Angeli

Sino a questo momento non abbiamo ancora riscontrato una festa in onore dei santi Angeli, sebbene già tra i fulgori della notte del santo Natale avessimo unito le nostre voci ai concenti che gli Spiriti celesti intonarono sulla culla dell’Emmanuele. Un tal ricordo contribuisce a riempire di soave letizia i nostri cuori rattristati dalla penitenza e dall’avvicinarsi del doloroso anniversario della morte del Redentore.

Facciamo oggi una breve tregua ai severi pensieri della Quaresima per festeggiare l’Arcangelo Gabriele. Domani lo vedremo spiegare il volo sulla terra e fermarsi, celeste messaggero della Santissima Trinità presso la più pura delle Vergini. Dunque a ragione i figli della Chiesa ricorrono a lui per poter degnamente celebrare il mistero che annunciò quaggiù.

Dignità di san Gabriele

Gabriele appartiene alle più eccelse gerarchie degli angelici Spiriti; come disse di sé a Zaccaria (Lc 1,19), è uno di quelli che stanno al cospetto di Dio. A lui sono riservate le missioni concernenti la salute del genere umano attraverso l’Incarnazione del Verbo, perché il nome Gabriele significa Forza di Dio, ed è in questo mistero, apparentemente umile, che si manifesta principalmente questa divina potenza.

Il suo posto nell’Antico Testamento…

Tale funzione egli inaugurò sin dall’Antico Testamento. Lo vediamo prima manifestarsi a Daniele Profeta, nella visione da questi avuta sugli imperi Persiano e Greco; ed è tale la luce che egli irradia, che Daniele cade annientato bocconi ai suoi piedi (Dn 8,17). Poco dopo Gabriele riappare al medesimo Profeta, per predirgli il tempo preciso della venuta del Messia, dicendogli: fra settanta settimane di anni la terra vedrà il Re-Cristo (ivi 9,21).

… nel Tempio

Quando saranno venuti i tempi, ed il Cielo avrà stabilito di far nascere l’ultimo Profeta, colui che, dopo aver annunciato agli uomini la prossima epifania dell’Inviato divino, lo mostrerà al popolo come l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, Gabriele discende dalle sfere celesti nel Tempio di Gerusalemme e annunzia al sacerdote Zaccaria la nascita di Giovanni Battista, preludio di quella di Gesù.

… a Nazaret

Dopo sei mesi, l’Arcangelo Santo riappare sulla terra, e questa volta a Nazaret, ove reca dal cielo la grande novella. La sua celeste natura si abbassa davanti ad una creatura umana, Maria, per proporle da parte di Dio l’onore di divenir la Madre del Verbo eterno. È lui che riceve il consenso della Vergine, e quando lascia la terra va in possesso di colui ch’ella attendeva come la rugiada del cielo (Is 45,8).

… a Betlem

È giunta l’ora in cui la Madre dell’Emmanuele elargirà agli uomini il frutto benedetto delle sue viscere. La nascita di Gesù è velata di mistero e di povertà; ma il Cielo non permette che il Bambino del Presepio rimanga senza adoratori. Un Angelo appare ai pastori dei campi betlemiti e li raduna intorno alla culla del neonato; l’Angelo è accompagnato da una immensa schiera di Spiriti celesti che cantano: Gloria a Dio e Pace agli uomini! Chi è mai quest’Angelo superiore che parla solo ai pastori ed è circondato da miriadi di Angeli formanti la sua corte? Alcuni gravi dottori cattolici sostengono che questo Angelo è Gabriele, che persegue la propria missione di messaggero della buona novella.

… al Getsemani

Finalmente, quando Gesù nell’orto del Getsemani, nell’ora che precede la Passione, prova nella sua umanità terrori ed angosce, gli appare un Angelo, non tanto come testimone della sua crudele agonia, ma per sostenerne il coraggio. Chi è quest’altro Angelo che il Vangelo non nomina? Uomini saggi e pii vedono ancora in lui Gabriele.

Il nome

Tali i titoli che ha questo Arcangelo ai nostri omaggi di cri­stiani, e tali i segni che giustificano il suo bei nome di Forza di Dio. Dio infatti l’ha voluto presente in ogni fase della grande opera, per mezzo della quale più ha manifestato la sua potenza: perché, come dice l’Apostolo, Gesù Cristo è la Virtù di Dio anche sulla Croce (1Cor 1,24).

Gabriele ed il Messia

Dunque Gabriele interviene ad ogni passo a preparare la via del Signore: annuncia l’epoca precisa della sua venuta; nella pienezza dei tempi viene a rivelare la nascita del Precursore; quindi assiste, celeste testimone, al mistero del Verbo fatto carne; al cenno della sua voce i pastori di Betlem, primizie della Chiesa, accorrono ad adorare il Figlio di Dio; e quando l’umanità oppressa di Gesù ha bisogno del soccorso d’una creatura, ecco di nuovo Gabriele nell’Orto dei Dolori, come già si fece presente a Nazaret e a Betlemme.

Lode

Tutto il genere umano ti è debitore, o san Gabriele! e noi oggi assolviamo il nostro debito di riconoscenza verso di te. Dall’altezza dei cicli consideravi e compativi le nostre sciagure; ogni carne in­fatti aveva corrotto la sua via, e si faceva sempre più universale sulla terra il divino abbandono. Allora l’Altissimo ti affidò la missione di recare la buona novella al mondo che periva. Com’è bello il tuo volo, o Principe celeste, quando dal soggiorno di gloria ti dirigesti a noi! Com’è tenero e fraterno il tuo amore per gli uomini, che inferiori a te nella natura, saranno elevati all’onore dell’unione con Dio! E con quale rispetto ti avvicinasti alla Vergine, che sorpassa in santità tutte le angeliche gerarchie!

Tu, felice messaggero di salute, chiamato dal Signore ogni qualvolta egli vuole mostrare la virtù del suo braccio, degnati offrire l’omaggio della nostra gratitudine a colui che ti mandò. Aiutaci a soddisfare il debito immenso che abbiamo verso il Padre “che amò tanto il mondo da dargli il suo Figlio Unigenito” (Gv 3,16); verso il Figlio “che umiliò se stesso prendendo la figura di schiavo (Fil 2,7); verso lo Spirito Santo “che si posò sul Fiore spuntato dalla radice di Jesse” (Is il,1-2).

Fosti tu, o Gabriele, ad insegnarci la salutazione angelica da porgere a “Maria, piena di grazia”; tu a portarci dal ciclo questa lode incomparabile; fosti il primo a pronunciarla, poi i figli della Chiesa, che da te l’appresero, la ripetono in tutta la terra, giorno e notte. Fa’ che la nostra grande Regina sempre l’ascolti sulle nostre labbra.

Preghiera

O amico degli uomini, continua il tuo ministero in nostro favore, circondati come siamo da nemici terribili, ancor più audaci quanto più noi siamo deboli; vieni in nostro aiuto e fortifica il nostro coraggio. Assisti i cristiani in questo tempo di conversione e di penitenza; fa’ che comprendiamo tutto ciò che dobbiamo a Dio, dopo avvenuto il mistero dell’Incarnazione di cui tu fosti il primo testimone. Abbiamo dimenticato i nostri doveri verso l’Uomo-Dio e lo abbiamo offeso: illuminaci, in modo che siamo d’ora in poi fedeli alle sue lezioni ed ai suoi esempi. Eleva la nostra mente alla tua gloriosa dimora; fa’ che meritiamo d’occupare fra i gradi della tua gerarchia i seggi lasciati vacanti dalla defezione degli angeli ribelli, e che sono destinati agli eletti della terra.

Intercedi, o Gabriele, per la Chiesa militante e difendila contro l’inferno. I tempi sono iniqui e si sono scatenati gli spiriti del male: non possiamo resistere loro, senza l’aiuto del Signore. Dai santi Angeli attende la sua Sposa la vittoria: mostrati in prima linea, o Arcangelo forza di Dio; sconfiggi l’eresia, contieni lo scisma, dissipa la falsa sapienza, confondi la vana politica, desta l’indifferenza, affinché Cristo da te annunciato regni sulla terra che ha redenta e possiamo venire a cantare con te e con tutta la milizia celeste: Gloria a Dio! pace agli uomini!

da: dom Prosper Guéranger, L’anno liturgico. – I. Avvento – Natale – Quaresima – Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 873-876

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