Seguiamo il Signore lungo il “sentiero” del dolore

di Maria Bigazzi

Siamo giunti ormai all’inizio della Settimana Santa, con la seconda domenica di Passione, giorno in cui riviviamo assieme al Signore il Suo trionfale ingresso a Gerusalemme, ciò che Zaccaria aveva profetizzato: “Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d’asina” (Zc 9,9).

L’inizio della Passione di Gesù è ormai vicino, ed Egli attende quel momento in cui ci darà prova dell’infinito Amore di Dio verso di noi, figli ingrati che pur di fronte alla Sua divinità, rimaniamo ciechi e insensibili ai Suoi richiami.

Come la peggiore delle malattie, il peccato penetra tutto l’uomo e lo rende schiavo di se stesso, impossibilitandolo a reagire di fronte alla verità che odia e condannandolo a una situazione priva di quella dignità che solo Dio può conferire.

L’entrata a Gerusalemme di Gesù, accolto da una folla festosa che lo acclama “Figlio di Davide”, gridando “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”, ci induce a riflettere sulla nostra vita e sul nostro amore verso il Signore.

Molti di quella stessa folla che gridava osannando Gesù, erano gli stessi che poco dopo avrebbero gridato quella terribile e agghiacciante frase “Sia crocifisso!”.

Dio, che mediante il mistero dell’Incarnazione, si è fatto uomo e venendo nel mondo per opera dello Spirito Santo nel seno della Vergine Maria, dopo aver portato la Sua Grazia a tutti gli uomini, guarito malati nel corpo e nello spirito, dagli stessi uomini viene condannato a morte e ucciso nel modo più crudele possibile.

Quanto odio verso il divin Salvatore. Colui che viene per la nostra Salvezza, viene rifiutato dagli uomini, percosso e umiliato fino alla morte. La natura stessa ne riconosce la divinità al momento della Sua morte, facendo tremare gli animi degli uomini assopiti dal peccato. “Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti” (Mt 27,51).

Solo allora molti aprirono gli occhi e affermarono con il centurione ai piedi della Croce: “Davvero costui era Figlio di Dio!”.

Insegna san Paolo che “Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui” (2Cor 5,21).

L’Amore di Dio verso di noi risulta irraggiungibile per la nostra mente umana limitata. Rivivere la Passione e morte di Gesù, ci permette di entrare nella profondità del mistero della nostra Redenzione, mostrandoci tutta la grandezza di Dio onnipotente ed eterno.

Il tempo è compiuto, e come a Gesù manca  ormai poco prima di andare incontro alla morte, così anche a noi restano pochi giorni per riconciliarci con Dio e per prepararci alla Sua Resurrezione, da noi tanto attesa.

Il cammino Quaresimale è ormai giunto al termine, e in questo periodo il Signore ci ha preparati con i Suoi insegnamenti, ci ha nutrito con il Suo stesso Corpo, ci ha soccorso lungo la strada quando stavamo per cedere, e ora ci invita a seguirLo lungo il cammino del dolore, per uscire vittoriosi con Lui nella Pasqua di Risurrezione.

Egli volge lo sguardo verso noi, e guardandoci negli occhi ci mostra il Suo grande Amore, chiedendoci se vogliamo prendere parte con Lui alla Sua sofferenza, o se anche noi preferiamo girarci dall’altra parte fingendo di non conoscerLo.

Il giorno in cui Gesù entra a Gerusalemme, la folla lo riconosce Re e finalmente gli stessi Giudei gli vanno incontro per adorarLo e glorificarLo. Cristo, il Figlio del Dio vivente, trionfa nei cuori e negli animi, che mossi dallo Spirito, si avvicinano a Lui cantando inni di lode.

Il Signore viene esaltato, ma di lì a poco dovrà subire gli oltraggi di quello stesso popolo che ne reclamerà il Sangue.

Egli, il Re di maestà e dell’universo, percorrendo le vie di Gerusalemme cavalcando un asinello in segno della Sua umiltà, ci apre la strada che conduce verso la salvezza. RiconoscendoLo con cuore sincero Signore e Re, lasciamo che ci indichi la via da seguire con fermezza e amore.

Acclamiamo Cristo come trionfatore, ripetendo a gran voce “Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!”.

Lasciamo che Cristo regni in noi, e accompagnamoLo lungo il doloroso cammino della Sua Passione, castigo per le nostre colpe, da cui Egli esce trionfatore dalla tomba e vincitore della morte, per renderci la pace di Dio e introdurci nel Regno del Padre Celeste.

Celebrando la domenica delle Palme, ricordiamoci di quello che Dio ci chiede, e cioè di accoglierLo con sincerità nella nostra vita, perché “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt 7,21); accostiamoci al Sacramento della Riconciliazione per riconciliarci con Lui e per prepararci a rivivere l’intero mistero della nostra salvezza: l’istituzione della Santissima Eucaristia, la Passione e morte di Gesù, il silenzio del sabato e infine la Pasqua del Signore, dove trionfante sulla morte, Egli ci riapre le porte del Paradiso.

Affidiamoci in particolare alla Vergine Maria, Corredentrice del genere umano, che seguì il Figlio lungo tutto il cammino doloroso del Calvario, partecipando al coronamento dell’intera missione salvifica dolorosissima svolta da Gesù Redentore universale quale Madre Corredentrice universale, crocifissa nel suo Cuore con il Figlio.

Lodiamo il Signore con il Salmista: “Dio, il Signore è nostra luce. Ordinate il corteo con rami frondosi fino ai lati dell’altare. Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie, sei il mio Dio e ti esalto. Celebrate il Signore, perché è buono: perché eterna è la sua misericordia” (sal 117, 27-29).

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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