30 ottobre 1960, nasce Diego Armando Maradona… lo sai che la sua classe richiama la virtù della Prudenza?

Riportiamo da Il Catechismo del Pallone di Corrado Gnerre

E’ scritto ne l Catechismo di San Pio X:

Che cosa è la Prudenza? La Prudenza è la virtù che dirige ogni azione al debito fine, e però cerca i mezzi convenienti affinché l’opera riesca in tutto ben fatta, e quindi accetta al Signore.

Può sembrare strano che per la Prudenza abbia scelto uno come Maradona (classe 1960). Ve ne spiego subito il motivo. In realtà non c’è calciatore come il Pibe de oro che abbia così evidentemente manifestato un’enorme contraddizione tra la sua vita privata e il modo di giocare. Maradona – lo dobbiamo dire a chiare lettere – è stato un cattivo maestro ed esempio di gravi intemperanze. A suo merito va senz’altro annoverato il non essersi mai vergognato di professare la sua fede cattolica. E’ vero, ciò è pericoloso perché può ingenerare la confusione (e quindi lo scandalo) secondo cui sarebbe possibile professarsi cattolico e farne di tutti i colori; ma, considerati i nostri tempi di dittatura del “politicamente corretto”, non vergognarsi di dirsi pubblicamente cattolico è certamente cosa benemerita. E lo è ancor di più se, infischiandosene delle non commentabili decisioni dei capoccioni della FIFA (Blatter e soci) secondo cui non sarebbe lecito esternare segni religiosi durante le partite, si prenda un Rosario e lo si sgrani mentre si guida la propria squadra. Questo mister Maradona lo ha fatto durante i Mondiali sudafricani del 2010.

Ma -dicevo- il modo come Maradona ha giocato è paradossalmente e sorprendentemente un modo “prudente”. Paradossalmente, perché – come ho già detto – il suo temperamento e il suo comportamento sono stati tutt’altro. Sorprendentemente, perché sembra strano che un gioco così spettacolare (come è stato quello di Maradona) possa essere definito “prudente”. Eppure è così. Ragioniamo.

La virtù della Prudenza non consiste nello spirito di compromesso, né nella pusillanimità o in una certa “spartanità”, bensì nella capacità di applicare il sempre unico bene nelle varie circostanze che la Provvidenza permette o addirittura pone nel proprio cammino. La prudenza non è un “volare basso”, ma un saper attendere il momento opportuno, il saper far silenzio in circostanze in cui parlare potrebbe essere controproducente. San Francesco di Sales diceva giustamente che non si dovrebbe mai parlare quando il cuore è “caldo”, cioè quando si è nervosi e agitati. La prudenza è un saper scegliere il giusto mezzo anche tra due opzioni positive.

Dunque, non si tratta di un bene dimezzato quanto “dosato” nelle varie situazioni. Maradona è stato spettacolo (e che spettacolo!), ma anche intelligenza nel saper dosare il suo estro e utilizzarlo al momento opportuno. Le pause che si prendeva non erano rare … poi compariva improvvisamente con i suoi guizzi ed erano dolori per le difese avversarie. La prudenza è anche scomparire per minuti e minuti e poi prendere il pallone, incollarselo ai piedi, farsi mezzo campo, dribblare gli avversari (se erano britannici, per lui argentino, ancora più soddisfacente) come birilli e insaccare: Argentina-Inghilterra 2-0, mondiali del 1986!

Nel 1987, dopo che il Napoli di Maradona ebbe conquistato il suo primo scudetto, su un muro del cimitero qualcuno scrisse (ovviamente in dialetto): Cosa vi siete persi! Il giorno dopo, sotto la scritta comparve la risposta: E chi vi dice che non l’abbiamo visto?!

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