Meditiamo su san Giuseppe nell’Anno a lui dedicato

Rubrica a cura di Pierfrancesco Nardini


Egli è speciale protettore dei moribondi, perché la sua intercessione presso Gesù è più potente di quella d’ogni altro Santo, e perché ha maggior potere contro i demoni, e perché fu assistito in morte da Gesù e Maria

(S. Alfonso M. De Liguori)


Viviamo tempi in cui si dà valore solo alla salute fisica, dimenticando quella spirituale. Così la paura del dolore, della sofferenza e, in particolare, della morte è molto forte in sempre più persone. Si cerca di non pensarci, di eliminare queste cose dalla propria vita.

Nel ricordare che sono elementi naturali della vita umana, che non è eterna, e che, però, è eterna la nostra sorte nell’altra vita, si può cercare un modo più semplice per non temere la morte qui e quella dell’anima nell’eternità: affidarsi a San Giuseppe.

Egli è, infatti, “patrono dei moribondi” (litanie di San Giuseppe) perché è influente presso Gesù (in quanto padre terreno, come Maria lo è perché madre); perché è di conseguenza molto potente contro i demoni; soprattutto, perché al momento della sua morte aveva a fianco i suoi amati Gesù e Maria.

Potente con i moribondi non vuol dire che ne impedisce la morte (nonostante i miracolo che ovviamente può di certo ottenere), ma che li custodisce dal peccato aiutando le anime a salire in Cielo e, anche, che le allevia quanto possibile dal dolore.

Allora, invece di cercare rimedi terreni inefficaci quali l’oblio della morte durante la vita, preghiamo san Giuseppe e a lui affidiamoci.


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