31 dicembre: Ultimo dell’Anno. Perché dobbiamo sempre ringraziare…

Cari Pellegrini, l’Ultimo dell’Anno è un giorno molto importante.

Liturgicamente l’anno inizia con l’Avvento, ma “civilmente” con il 1° gennaio.

In questo giorno dobbiamo prima di tutto meditare su tutte le grazie che il Signore ci ha concesso nell’anno appena trascorso e avere un senso di profonda gratitudine.

Ricordiamo che se non tutto è voluto da Dio, certamente tutto è permesso da Dio, per cui ciò che ci è capitato di bello o di brutto è stato permesso da Dio affinché, con il suo aiuto, lo potessimo trasformare in grazia per raggiungere la Salvezza.

Oggi non siamo più abituati a chiedere a Dio, figuriamoci se lo siamo a ringraziare.

Eppure è su questo che si manifesta la vera sapienza.

Noi uomini contemporanei, abituati a “leggere” il tempo unicamente come qualcosa di senza senso, oppure come qualcosa a nostra completa disposizione, palesiamo in tal modo tutta la nostra stoltezza.

Una volta non era così.

Una volta si chiedeva e si ringraziava.

Una volta si chiedeva e, anche se non si otteneva, si ringraziava ugualmente.

Una volta il tempo era visto come una grazia.

Oggi come una maledizione.

PREGHIERA

Te deum

(offriamo la versione in italiano e in latino)

Noi ti lodiamo, Dio *
ti proclamiamo  Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.

Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.

***

Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur.

Tibi omnes ángeli, *

tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *

incessábili voce proclamant:


Sanctus, * Sanctus, * Sanctus *

Dóminus Deus Sábaoth.

Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuae.

Te gloriósus * Apostolórum chorus,

te prophetárum * laudábilis númerus,

te mártyrum candidátus * laudat exércitus.

Te per orbem terrárum *
sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ maiestátis;

venerándum tuum verum * et únicum Fílium;

Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum.


Tu rex glóriæ, * Christe.

Tu Patris * sempitérnus es Filius.

Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *

non horruísti Virginis úterum.

Tu, devícto mortis acúleo, *

aperuísti credéntibus regna cælórum.

Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Iudex créderis * esse ventúrus.
Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *

quos pretióso sánguine redemísti.

ætérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári.

Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per síngulos dies * benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *

et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto *

sine peccáto nos custodíre.

Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *

non confúndar in ætérnum.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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