7 Marzo – San Tommaso d’Aquino

Gloria di san Tommaso

Salutiamo oggi uno dei più luminosi interpreti della divina verità. La Chiesa l’ha generato molti secoli dopo l’età apostolica, molto tempo dopo che la parola d’Ambrogio, di Agostino, di Girolamo e di Gregorio aveva cessato di risuonare; ma san Tommaso ha dimostrato che il seno della Madre comune è sempre fecondo, e questa, nella gioia di averlo dato alla luce, lo ha chiamato il Dottore Angelico. È dunque in mezzo al coro degli Angeli che devono cercarlo i nostri occhi, perché la sua nobile e pura intelligenza lo associò ai Cherubini del ciclo; come la tenerezza di Bonaventura, suo emulo ed amico, annoverò il discepolo di san Francesco nella schiera dei Serafini.

La gloria di Tommaso d’Aquino è quella dell’umanità, della quale è uno dei più grandi geni; è quella della Chiesa, la cui dottrina espose nei suoi scritti con tanta lucidità e precisione che nessun altro Dottore aveva mai raggiunto; è quella di Cristo stesso, che si rallegrò con lui per avere spiegato degnamente i suoi misteri. In questi giorni che ci devono ricondurre a Dio, il più gran bisogno delle nostre anime è di conoscere lui; come la più grande disavventura fu quella di non averlo conosciuto abbastanza.

Imploriamo da san Tommaso quella “luce immacolata che converte le anime, quella dottrina che dà saggezza ai piccoli, che rallegra i cuori e rischiara l’intelligenza” (Sal 18). Vedremo allora la vanità di tutto ciò che non è Dio, la giustizia dei suoi precetti, la malizia delle nostre trasgressioni, la bontà infinita che accoglierà il nostro pentimento.

VITA

San Tommaso d’Aquino nacque verso il 1225, da famiglia nobilissima. Nel 1243 entrò nell’Ordine dei Frati Predicatori; andò a Parigi a studiare sotto la guida di sant’Alberto Magno, e non tardò a sua volta ad assumere l’insegnamento. La sua dottrina e la sua pietà gli guadagnarono una grande celebrità. Chiamato a Roma dal Papa Urbano IV, compose l’Ufficio del Santissimo Sacramento. Mentre si recava al Concilio di Lione, nel 1274, s’ammalò all’abbazia cistercense di Fossanova e vi morì il 7 marzo. Il Papa Giovanni XXII lo canonizzò nel 1323; Pio V lo dichiarò Dottore della Chiesa nel 1567 e, nel 1880, Leone XIII lo proclamò patrono delle scuole cattoliche.

Il Dottore Angelico

Gloria a te, luce del mondo! tu ricevesti i raggi dal Sole di giustizia e li irradiasti sulla terra. Il tuo limpido occhio contemplò la verità, così che in te si realizzò la parola: “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio” (Mt 5,8). Vincitore nella lotta contro la carne, conquistasti le delizie dello spirito; e il Salvatore, rapito dagl’incanti della tua angelica anima, ti scelse per celebrare nella Chiesa il Sacramento dell’amore. La scienza non inaridì in te la sorgente dell’umiltà; la preghiera fu sempre il tuo aiuto nella ricerca della verità; e, dopo tanto lavoro, non aspirasti che ad una unica ricompensa, quella di possedere il Dio che il tuo cuore amava.

La tua vita mortale fu allora interrotta, e partisti lasciando incompiuto il capolavoro della tua dottrina; ma tu sempre rifulgi sulla Chiesa di Dio. Tu l’assisterai nelle battaglie contro l’errore poiché si compiace di appoggiarsi ai tuoi insegnamenti, e perché sa che nessuno conosce più intimamente di te i segreti del tuo Sposo. In questi tempi in cui le verità sono venute meno tra i figli degli uomini (Sal 11,2), fortifica, ravviva la fede dei credenti, confondi l’audacia di quegli spiriti vani che credono di sapere qualche cosa ed approfittano dell’oscuramento generale delle intelligenze, per usurpare nella vacuità del loro sapere la missione dei dottori. Le tenebre s’addensano intorno a noi; la confusione regna ovunque; riportaci a quelle nozioni che per la loro semplicità sono la vita dello spirito e la gioia del cuore.

Preghiera

Proteggi l’Ordine Domenicano, che si propaga sempre più ed è uno dei primi ausiliari della Chiesa.

La Quaresima vedrà i figli della Chiesa prepararsi ad entrare nella grazia del Signore loro Dio; svelaci quella somma Santità che offendemmo coi nostri peccati; fa’ che comprendiamo lo stato doloroso di un’anima che ha rotto ogni rapporto con l’eterna giustizia. Inorriditi alla vista delle brutture che ci coprono, aspireremo a purificare i nostri cuori nel sangue dell’Agnello immacolato e a riparare le colpe con opere di penitenza.

da: dom Prosper Guéranger, L’anno liturgico. – I. Avvento – Natale – Quaresima – Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p.  838-839

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