A proposito di ciò che sta avvenendo…quando e perché nasce il “settarismo” partitico?

Dunque, siamo alla kermesse delle consultazioni. Cosa ne uscirà? Un nuovo governo giallo-rosso (come in questi giorni si suole denominare) oppure si andrà al voto? Ovviamente non lo sappiamo, né ci spingiamo in “profezie” a riguardo, anche perché solitamente questa fatica di prevedere il futuro è bene riservarla per cose più serie.

Già! Più serie… infatti, in questi giochini politici a latitare è proprio la serietà. Tutti lo sanno, tutto lo pensano, ma si dice il contrario; e si s’insiste a dire il contrario.

La Lega ha fatto quello che ha fatto perché ovviamente vorrebbe passare all’ “incasso” dopo aver stravinto le ultime elezioni europee e aver attestato il suo primato attraverso continui sondaggi. Il Movimento 5 Stelle ha una fifa nera di andare alle elezioni perché vedrebbe sensibilmente ridursi la sua rappresentanza elettorale conquistata dopo l’exploit delle politiche del 2018. Il PD, per quanto sia uscito un comunicato unitario dalla Direzione del Partito, è diviso. I renziani non vogliono andare al voto per poter continuare ad esistere; ai zingarettiani invece il voto non dispiacerebbe foss’anche per decidere le prossime candidature e far fuori definitivamente il plotone dell’ex-sindaco di Firenze.

Insomma, questi sono i giochi. Ma guai a dirlo. Ciò che viene pubblicamente proclamato è altro. E così il festival dell’ipocrisia continua.

Conosciamo bene la natura umana, e nessuno di noi s’illude che un tempo queste cose non ci fossero e tutto filasse liscio. Sarebbe da ingenui pensarlo. I cinici giochi politici ci sono sempre stati e l’ipocrisia anche. C’è però una novità che si è introdotta nella storia. Una novità che non ha “inventato” il cinismo politico e l’ipocrisia, che -come abbiamo appena detto- ci sono sempre stati, ma che in un certo qual modo ha istituzionalizzato e formalizzato questi difetti. per dirla più semplicemente: ha reso fisiologico ciò che è patologico.

La novità sta nella nascita dei partiti moderni, così come li conosciamo adesso. Anzi, potremmo dire dei “partiti” tout court. La cui genesi si deve far risalire ai club di stampo illuministico del XVIII secolo.

In questo secolo, a causa dell’affermarsi del razionalismo post-cartesiano e quindi del trionfo dell’illuminismo, si fece strada la cosiddetta “ingegneria costituzionale”, che tradotta in soldoni vuol dire questo: non si discusse più su quale dovesse essere la migliore forma per governare un unico modello di società, bensì su quale dovesse la migliore forma di società. Fu, insomma, una vera propria resa della politica all’ideologia.

L’ideologia è la congettura intellettuale che si sviluppa prescindendo dall’osservazione del reale, anzi teorizzando il distacco dal reale stesso (razionalismo). Pertanto, svanì un modello sociale di carattere naturale che -per esempio- prevedesse l’insostituibilità della centralità della famiglia, dei corpi intermedi, ecc… bensì ci sentì autorizzati ad “inventare” la società secondo criteri del tutto ideologici.

La chiave perché questo potesse avvenire fu affidato anche e soprattutto ai partiti, con la successiva nascita del parlamentarismo.

In questa prospettiva veniva istituzionalmente meno l’impostazione secondo cui la politica dovesse servire il reale, e s’impose il contrario: il reale doveva mettersi in un certo qual modo a servizio della politica. Gli stessi partiti non erano più a servizio di un bene comune metafisicamente ed oggettivamente inteso, bensì realtà chiuse, autoreferenziali, capaci di riflettere in sé il senso di ogni azione politica.

In questa prospettiva il destino stesso dei partiti diveniva di fatto inscalfibile. Nel senso che tutto doveva essere messo a servizio di essi. Questi non dovevano spendersi per la politica, ma il contrario: la politica doveva sacrificarsi per i partiti.

Insomma, né più né meno che la trasformazione della politica in “settarismo”.

Dunque, se è vero che non c’è nulla di nuovo sotto il sole; è pur vero che ciò che oggi con rammarico dobbiamo constatare trova nel sistema una certa legittimazione.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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