Vi spieghiamo perché oggi nella Chiesa non si difende più la Verità, ma il quieto vivere

Torniamo sulla vicenda del piccolo Charlie. Ci torniamo non per fare osservazioni tecniche, bioeticiste e morali in genere. Di tutto questo abbiamo già parlato abbastanza. Ci torniamo per gli strascichi  nell’ambito del mondo cattolico.

C’è stata la dichiarazione del professor D’Agostino in una trasmissione della RAI dove costui, da cattolico, scopre un nuovo concetto di accanimento terapeutico. Nuovo, perché del tutto estraneo a ciò che il Magistero della Chiesa ha sempre insegnato. Su lanuovabq.it è comparso un interessante articolo a firma di Renzo Puccetti che vi invitiamo a leggere (clicca qui).

Ma c’è stata soprattutto la dichiarazione di monsignor Paglia (Presidente della Pontificia Accademia per la Vita) che sul TG1 sapete cosa ha detto? Che la vicenda di Charlie di tutto avrebbe avuto bisogno tranne che di un clima di conflittualità.

Ed su questo che ci va di offrire qualche riflessione. Come ha ben messo in evidenza anche Riccardo Cascioli, sempre su lanuovabq.it (clicca qui), per monsignor Paglia non contano i contenuti, bensì evitare il conflitto. Ciò che è importante è che una decisione venga presa coralmente. Egli ha detto queste testuali parole: ” (in questi casi occorre) un’alleanza terapeutica tra medici, familiari e amici (affinché) tutti insieme, ognuno secondo le proprie responsabilità, individuino la via migliore per il malato“.

La prima spiegazione che verrebbe da dare a simili parole è che il monsignor sia un po’ ingenuo e faccia parte di tutta quella schiera di cattolici (ormai sono legione!) che pensano che sotto-sotto tutti abbiano idee buone e le posizioni ideologiche, pur diverse, siano praticamente uguali. Posizione, questa, che scaturisce dalla preoccupazione di non dover e poter giudicare le intenzioni individuali. Problema, questo, che non c’entra nulla, perché un conto sono le intenzioni, altro le idee. Ma lasciamo perdere…

Noi però pensiamo che ci sia prevalentemente un’altra spiegazione a questo atteggiamento di rifiuto sempre e comunque del conflitto. E’ che ormai il Cattolicesimo contemporaneo ha rinunciato alla Verità. Dio stesso viene pensato non come Verità, bensì solo come Volontà. Ora, se Dio è solo Volontà e non Verità, allora il problema non sta più nel riconoscere una legge eterna ed immutabile che Dio ha impresso nella realtà come specchio della sua natura, bensì cercare di leggere tra le righe del reale quelle che sono le infinite possibilità della volontà di Dio (che senza Verità potrebbe essere anche contraddittoria) nel reale stesso e così tentare di risolvere i problemi.

Ma un Dio che è solo Volontà e non anche Verità, si riduce ad una divinizzazione della prassi, ad una divinizzazione dell’agire, della vita. Da qui la convinzione che ciò che conta non è la difesa della Verità, ma il semplice quieto vivere.

Eppure non a caso Gesù ha detto: io sono la Via, la Verità e la Vita (Giovanni 14) con questa precisa successione.

Gesù è Via per la Verità e Verità per la Vita

E la Verità della Vita va difesa, perché Dio ci renderà conto di questo.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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2 Comments on "Vi spieghiamo perché oggi nella Chiesa non si difende più la Verità, ma il quieto vivere"

  1. Secondo me se una persona frequenta abitualmente la Chiesa in situazioni difficili si può rivolgere a un padre spirituale per un consiglio, ma se non frequenta non riconosce l’autorità della Chiesa quindi è inutile imporgli regole, inoltre il cammino spirituale è una relazione con Dio che ti sostiene nelle avversità, non è una serie di regole

    • Gent.ma lettrice, un pastore deve parlare da pastore ed indicare la Verità, anche se questa costa conflitto. Non dimentichiamo che il vegliardo Simeone indicò Gesù Bambino come segno di contraddizione. Qui non si tratta di questione moralistiche, ma della Verità sull’uomo, sulla sua vita, suo suo destino.

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