Anche il regista australiano Pilger accusa la scellerata politica dell’Amministrazione degli USA: Sauditi sì, Iraniani no

Scrive Roberto Vivaldelli su occhidellaguerra.it:

«Al-Nusra in Siria sa come intervenire. Sa perfettamente come manipolare i mass media. Guardiamo ai caschi bianchi: pura propaganda., con la quale sono riusciti a ottenere persino dei premi. Loro sanno cosa dire al pubblico e in politica, ogni giorno». Ad affermarlo non è un’opinionista qualsiasi ma John Pilger, celebre giornalista e regista documentarista australiano: un reporter che ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per le sue battaglie per i diritti umani ed è stato nominato per ben due volte «Giornalista dell’anno» in Gran Bretagna nel 1967 e nel 1978. Pilger commenta inoltre il recente attentato terroristico di Manchester che ha ucciso 22 persone durante l’esibizione della popstar Ariana Grande. «Stati Uniti e Inghilterra si sono uniti ai regimi sunniti del Golfo contro l’Iran – afferma -. Io non sono un indovino ma questa è una ricetta spaventosa e l’anticamera di ciò che porterà a nuovi attacchi come a Manchester». Varie inchieste internazionali hanno messo in luce la vera identità dei caschi bianchi e il loro legame con le formazioni ribelli salafite. Recentemente, la nota organizzazione umanitaria premiata agli Oscar ha ricevuto un premio a Idlib dagli esponenti di Hayat Tahrir Al Sham (ex Al-Nusra), la diramazione siriana di Al Qaida, con tanto di cerimonia organizzata in loro onore. Il video che immortala l’evento è stato diffuso su twitter e ripreso da alcune agenzie di stampa come Mintpress. In un altro video circolato in rete, il leader del gruppo terroristico, Hashim al-Sheikh – conosciuto come «Abu Jaber» – ha apertamente lodato l’operato dei caschi bianchi, arrivando a definirli «i soldati nascosti della rivoluzione».

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