Andiamo a fare shopping e capiremo qual è il modo giusto per rapportarci all’autorità nella Chiesa di oggi

No, non vi preoccupate: siamo pienamente in noi. Il vino non lo abbiamo toccato, lo stress ancora non ci  ha preso… per cui non siamo in delirio.

Il titolo certamente suona strano, eppure un’immagine di questo tipo può servire per intenderci.

E allora, cari pellegrini e amici del C3S, immaginiamo di andare a fare shopping in un negozio di cristallo, uno di quelli pieni all’inverosimile, stracolmo di oggetti e oggettini.

Una volta entrati, ci prende il panico di poter rompere qualcosa e ci si presentano tre alternative:  stare fermi, immobili, paralizzati, oppure muoverci come ci va, istintivamente, senza preoccuparci di fare tanti danni facendo cadere e rompere gli oggetti… oppure (terza possibilità) muoverci con molta cautela e prudenza, ma muoverci.

Non ci vuole chissà che e chissà chi per capire che la soluzione più opportuna e saggia sia quest’ultima.

Rimanere paralizzati sarebbe sciocco.

Muoversi senza cautela sarebbe da vandali.

Non resta che muoversi con molta prudenza, ma muoversi.

Ebbene, adesso -cari pellegrini- capirete perché era opportuno fare questo esempio.

La Chiesa Cattolica è una sorta di “cattedrale di cristallo”. “Cattedrale” perché ha una verità logica, precisa, e tutto è -come si suol dire- a suo posto. “Di cristallo”, perché essa non solo è vera, ma anche bella, splendente. Esempio -questo- a cui è molto legato il C3S.

Dunque, come dobbiamo muoverci nella Chiesa di oggi? Semplice: come ci muoveremmo in un negozio di cristallo!

Possiamo rimanere fermi pur di non far danni e correre il rischio di scandalizzare qualcuno? No. E’ questa la posizione di chi milita nella combriccola del “…va tutto bene madama la marchesa“. Per costoro, anche se le cose non vanno bene, bisogna stare zitti e convincersi che non sia così. In tal modo ci si assume una responsabilità non indifferente davanti al Signore, che giustamente, quando verrà il momento, chiederà conto di cosa si è fatto fatto per salvaguardare i più semplici dagli errori: “…io ti ho costituito sentinella per gli Israeliti; ascolterai una parola dalla mia bocca e tu li avvertirai da parte mia. Se io dico all’empio: Empio tu morirai, e tu non parli per distoglier l’empio dalla sua condotta, egli, l’empio, morirà per la sua iniquità; ma della sua morte chiederò conto a te.” (Ezechiele 33, 7-8)

Ma in questo “negozio” non possiamo nemmeno muoverci come elefanti! Rompendo tutto, facendo strage di oggetti e gingilli vari… perché se l’intenzione è quella di riparare, si finisce in tal modo con lo scassare ancora di più. E’ questa la posizione di coloro che constatando che le cose non vanno bene nella Chiesa attuale, attaccano a testa bassa, sostituendo al cervello la pancia e non pensando che se non si deve scandalizzare chi può essere irretito dall’errore, non si può nemmeno scandalizzare coloro che giustamente amano la Chiesa e le legittime autorità.

Dunque, la posizione corretta (che sceglie Il Cammino dei Tre Sentieri) è la terza. Muoversi, ma con prudenza. Muoversi, cercando di non rompere ciò che si può rompere. Ma ovviamente muoversi, agire, denunciare tutti gli errori e le eresie che oggi si avvicendano in un continuum che sembra non avere soluzione di continuità.

Vedrete che così facendo ne usciremo tutti bene. Senza dover pagare il fio di aver negato la verità delle cose, ma senza nemmeno dover pagare i conti per aver rotto ciò che non doveva essere rotto.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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1 Comment on "Andiamo a fare shopping e capiremo qual è il modo giusto per rapportarci all’autorità nella Chiesa di oggi"

  1. Antonio Manzionna | 10 settembre 2017 at 21:36 | Rispondi

    In apparenza la terza posizione è la più corretta, ma che dire quando la rovina assume la forza di uno tsunami e i danni procurati man mano che si temporeggia, diventano sempre più irreversibili? Il nemico sa benissimo che il suo più utile alleato è colui che per timore sotterra il talento affidatogli per non correre il rischio di perderlo! Recito a memoria Amleto (chiedo scusa per l’imprecisione) : “ E’ la coscienza che ci rende pavidi!”

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