Andiamo incontro a Colui che ci ha resi davvero liberi!

di Maria Bigazzi

Il grande giorno è giunto, la notte che “salva su tutta la terra i credenti nel Cristo dall’oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo, li consacra all’amore del Padre e li unisce nella comunione dei santi”, annuncia finalmente la vittoria di Cristo sulla morte.

Cristo è veramente risorto, e le tenebre della morte vengono vinte dalla vera Luce che illumina la notte come il giorno.

Per descrivere la gioia e la grandezza del mistero della nostra Redenzione, le parole non sono sufficienti, e mai lo saranno.

Mediante la grazia divina possiamo accostarci a tale incommensurabile evento, che ci ha meritato la salvezza eterna, attraverso la liturgia celebrata dalla Chiesa universale che ci ha accompagnato e guidato durante tutta la Passione e morte di Cristo, per giungere infine alla Sua Gloriosa Risurrezione.

La Pasqua è la più grande di tutte le feste, “è il giorno che fece il Signore” in cui Cristo, immolato per espiare i peccati del mondo, ci ha ridonato la vita con la Sua morte e Risurrezione.

Pasqua significa infatti distruzione del peccato, riacquisto della vita divina, vittoria sulla morte e promessa della resurrezione del nostro corpo. Insegna san Paolo: “Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova” (Rm 6,3-4).

Gesù ha sofferto atrocemente fino a dare la Sua vita per noi, per la nostra salvezza e per aprirci la porta del Paradiso chiusa dal peccato e dalle iniquità dell’uomo.

L’Amore di Dio, a causa dei nostri limiti e per la Sua grandezza, supera ogni comprensione umana, e desta nei nostri animi stupore e un grande desiderio di riconoscenza verso “Colui che è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per sé stessi, ma per Colui che è morto e risorto per loro” (2Cor 5,15).

Dunque, siamo chiamati a ringraziare costantemente il nostro Dio che tanto ha fatto per noi e per la nostra redenzione. Infatti, chi è come Dio? Egli soltanto è l’unico e vero potente Signore del Cielo e della Terra, che scelse di assumere la nostra misera condizione umana per venire in mezzo a noi, suoi figli ribelli e ingrati, per dimostrarci il Suo Amore e per indicarci la via della salvezza.

Canta il salmista e noi con Lui: “O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra”. La grandezza del nostro Dio è infinita, e il giorno della Pasqua ci mette dinnanzi tutta la Sua maestà e onnipotenza. Il giorno preparato dal Signore per la nostra letizia e per la nostra gioia, deve essere vissuto in unione con il Salvatore del mondo, che innocente e vittorioso sulla morte, ha riconciliato gli uomini con il Padre.

Da tenere sempre a mente è la raccomandazione del Siracide: “Non dimenticare il favore di chi si è fatto garante, poiché Egli si è impegnato per te” (Sir 29,15).

È Cristo stesso che, attraverso la Sua morte, ha pagato la pena a noi dovuta. Non è possibile rimanere indifferenti di fronte a un Dio che si è fatto in tutto simile a noi, fuorché nel peccato, per ottenerci il perdono e la gioia eterna.

Se a Lui noi apriamo i nostri cuori e lasciamo che la luce di Cristo vi entri e lo riempia della Sua grazia, non dobbiamo temere alcun male. Il mondo, per opera del demonio, cerca in tutti i modi di svilire e colpire la Creazione, partendo dall’attacco all’uomo e alla dignità che Dio gli ha conferito, incitando odio profondo verso lo stesso Creatore, e provocando anche una piaga molto profonda: l’indifferenza degli uomini verso di Lui.

Rimanere indifferenti all’Amore di Dio indebolisce molto l’anima, rendendola facilmente schiava del peccato e incline a non riconoscere più la grandezza del Signore.

Un cristiano deve sempre portare l’immagine di Gesù scolpita nel suo cuore, tenendo ben a mente ciò che Egli soffrì volontariamente per noi. Come siamo riconoscenti verso chi opera in nostro favore, e ancora di più verso chi agisce con sacrificio, così non possiamo non essere grati a Dio che, per mezzo del Suo Figlio unigenito, ci ha redenti con la Sua Croce e Risurrezione. Dice sant’Alfonso Maria de Liguori che un cuore è troppo poco per amare il nostro Dio così innamorato di noi.

Nel giorno della Sua Risurrezione, dove le tenebre della Passione e Morte sono state diradate dallo splendore della vittoria di Cristo sulla morte, lasciamoci investire dalla Sua Luce gloriosa, per risplendere anche noi della fiamma viva della gloria di Dio.

A Gesù affidiamo tutta la nostra vita, la nostra anima e il nostro cuore, perché la luce della Sua Risurrezione gloriosa disperda le tenebre del cuore e dello spirito.

In particolare, in questo santo giorno accostiamoci al Signore mediante i Sacramenti e la preghiera, riparando e chiedendo perdono delle nostre colpe che furono la causa della Sua morte, e ringraziandoLo per tutto quello che Egli ha fatto e fa per noi.

Ma per giungere al Signore risorto dobbiamo imitare la Vergine Maria che con amore e grande desiderio, aspettava la sicura venuta del Suo amato Figlio Risorto. A Lei, che fu la prima a conoscere il mistero della Redenzione al momento dell’Incarnazione, il Signore si sarà mostrato nel Suo splendore prima che agli altri, e Maria, che aveva partecipato alla Sua dolorosissima missione salvifica come Madre Corredentrice del genere umano, è la via sicura e diretta per conoscere, vedere e giungere a Dio.

Sotto la Sua protezione ci rifugiamo, chiedendoLe di guidarci a Gesù, insegnandoci ad amarLo con tutto il nostro cuore e senza riserve.

In questo giorno di grande festa la nostra preghiera sia rivolta anche al Custode del Redentore, il patriarca san Giuseppe, che tanto amò Gesù e Maria, e che solo può insegnarci ad amarli anche noi come li ha ama lui.

Che la santa Pasqua illumini di viva fede gli uomini redenti e fatti liberi!

Buon Cammino a tutti.

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