Avvenire: la paginona per lo “Jus Soli”, sì… per la “Cirinnà”, no!

Cari pellegrini, avrete sicuramente saputo della paginona che Avvenire ha dedicato allo jus soli, prendendo per l’ennesima volta posizione a favore dell’approvazione della Legge.

Prima di tutto, vi consigliamo di andare a rileggere una nostra sosta riguardante questa questione, basta cliccare qui. Poi vi vogliamo offrire alcuni passaggi di un ottimo articolo di Stefano Fontana pubblicato sul sito lanuovabq.it. Passaggi che dicono tutto e fanno capire bene la gravità della situazione. Come direbbe Flaiano: La situazione è grave, ma non è seria… 

Ecco ciò che abbiamo selezionato per voi.

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Che interesse ci può essere ad appoggiare in modo così intransigente una legge problematica, che divide gli italiani; che contrappone ricchi e poveri perché sono questi ultimi a sopportare maggiormente il peso dei disguidi di una immigrazione incontrollata; che molti osservatori responsabili e competenti hanno mostrato essere contraddittoria e ricca di sviluppi impropri; che rappresenta la ciambella di salvataggio per un gruppetto di dirigenti del partito di maggioranza e che, soprattutto, non chiama in causa nessun principio assoluto della morale e della Dottrina sociale della Chiesa? Qui di “non possumus” non ce n’è nessuno.

Appena aperto il giornale, il lettore si sarà chiesto: ma perché ad Avvenire non hanno fatto una copertina simile quando il Parlamento, sopportando per due volte la fiducia di questo governo che ora vuole lo ius soli, e quindi senza esame e senza discussione, ha approvato la legge Cirinnà che di principi assoluti della morale naturale e della Dottrina sociale della Chiesa ne negava almeno un centinaio? Perché Avvenire non ha fatto una copertina del genere quando è stata staccata la spina del ventilatore al piccolo Charlie Gard, che era innocente e che in quel modo veniva ucciso (non “moriva”, veniva ucciso), aprendo così un possibile abisso di malvagità legalizzata? Perché Avvenire non fa una copertina di questo genere ogni anno, nella ricorrenza dell’approvazione della legge 194 sull’aborto legale, in virtù della quale sono stati uccisi in Italia sei milioni di bambini nel seno delle loro madri? Non sarebbero anche questi degli atti di fiducia verso il carattere “contagioso” della nostra civiltà, cui Tarquinio si è appellato per lo ius soli?

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Viviamo in un tempo in cui la cosa peggiore sembra quella di essere “divisivi”. Nelle parrocchie non si può parlare di aborto o di gender, di ideologia omosessualista o di perversioni insegnate a scuola. Non se ne può parlare perché – si dice – sono temi che dividono la comunità. Nelle diocesi non si apprezzano le prese di posizioni pubbliche dei cattolici e le loro iniziative contro il nuovo umanesimo disumano perché sarebbero divisive. Per non produrre divisione ci si imbavaglia spesso, al punto che chi dovrebbe insegnare non insegna. Perché allora Avvenire può dividere la comunità e per di più su un tema di per sé non divisivo? Dei termini su cui dovremmo essere tutti d’accordo non si può parlare perché sono divisivi, sui temi per i quali possiamo legittimamente avere pareri diversi, se ne parla come se fosse obbligatorio l’accordo. Per evitare la divisione si finisce per farla sul nulla. Usare il tema del pericolo della divisione quando si vuole è pure ideologico.

Davanti a casi di distruzione della famiglia e di bambini resi oggetto di desideri e vizi si dice che bisogna adoperare il discernimento, non giudicare ma accompagnare. Per la questione dello ius soli, invece, il discernimento non è ammesso. Spesso i fedeli sono lasciati soli su questioni fondamentali di morale e di fede e si chiedono tra sé perché mai chi di dovere nella Chiesa non li confermi e non li sostenga in battaglie che fino a ieri erano considerate assolutamente doverose e meritorie. Poi, invece, si sentono spinti e confermati su questioni politiche, importanti sì ma non fondamentali ed esenti da valutazioni a carattere assoluto, anzi di stretta attualità politica.

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Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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1 Comment on "Avvenire: la paginona per lo “Jus Soli”, sì… per la “Cirinnà”, no!"

  1. Assoluto disgusto e ripugnanza!!!!

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