Avvento – Dal ventre di una Mamma, la Salvezza

 

Nel ventro tuo si raccese l’amore”, sono gli incantevoli versi che Dante Alighieri nel XXXIII canto del Paradiso pone sulle labbra di San Bernardo, il quale, rivolto alla Vergine, cerca di dare nella sua appassionata preghiera di lode una pallida idea del mistero che sgorgò dall’utero di Maria: l’Incarnazione, Dio che si fa uomo.

La vera festa dell’Incarnazione non è il Natale, bensì l’Annunciazione. Ma il Natale è la festa della luce, cioè del disvelamento dell’Incarnazione, della rivelazione dell’Incarnazione: è la festa in cui si può toccare con mano la carne di Dio.

E’ assolutamente impossibile separare il Natale dall’Annunciazione poiché ciò significherebbe disconoscere la dimensione mariana che permea l’intero periodo del Natale. Perché tutto nasce proprio da lì: da Maria, dal ventre di Maria.

Un filosofo francese contemporaneo, Fabrice Hadjadj, ha detto giustamente che “un utero ha avvolto tutti gli eroi della storia”, con il Natale si rende a noi assolutamente chiaro che non solo gli eroi della storia, ma anche Dio è stato avvolto da un utero ed ha voluto avere una mamma e vivere per ben nove mesi della sua vita materna.

Il Natale è l’esaltazione di Maria e non c’è modo migliore per accostarvici che rivolgersi con fiducioso amore a Lei, con le bellissime parole di Santa Maria Faustina Kowalska: “O Vergine Radiosa, pura come il cristallo, tutta immersa in Dio, affido a Te la mia vita interiore. Organizza tutto in modo che sia gradito a Tuo Figlio, o Madre Mia, ed io desidero tanto che Tu mi dia il Piccolo Gesù durante la Messa di Mezzanotte”.

Tocca solo chiedere alla Madre di Dio di poter anche noi esser formati di nuova vita nel suo ventre per poter esser degni di accarezzare il Bambino che nelle sue mani ci sorride.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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