Avvento – L’ineluttabilità del Bisogno

Autore: C3S

Il periodo in cui il bambino si trova nel grembo della madre è molto importante. Il temperamento si forma anche (se non soprattutto) lì. Il bimbo nel grembo risente inevitabilmente degli stati d’animo della madre. Ma se questo è vero per quanto riguarda la formazione del carattere, è ancor più vero per quanto riguarda un’altra cosa: la nostalgia. Il bambino che cresce e quindi il futuro uomo portano sempre con sé la nostalgia di quel periodo… anche se, ovviamente, non ne hanno un ricordo consapevole.

Si tratta di una nostalgia che origina un’idea di essere accolti e che si esprime nella dimensione del bisogno di affettività che prende ogni essere umano. Tutta la vita umana si esprime – poco consapevolmente e molto inconsapevolmente – nell’incisività di questa sensazione. Il tempo che passa, la convinzione che tutto si stia perdendo sono sempre espressioni di un desiderio, quello, appunto, di essere ri-accolti.

Se questo è vero per l’uomo, lo è maggiormente per l’Uomo-Dio. Molti autori hanno scritto sull’amore infinito che il Verbo ha per la Sua Santissima Madre, ma andrebbe anche sottolineato quanto questo stesso Dio desideri ancora adesso l’amore di Sua Madre: di essere cioè perpetuamente ri-accolto nel Grembo di Lei. Dio non ha ontologicamente bisogno di essere amato, ma per vivere questa esperienza si è incarnato. Ora, la bellezza e l’unicità stanno proprio nel fatto che questo bisogno non è stato solo vissuto, ma è ancora vissuto adesso dal Verbo incarnato che è in Paradiso.

Il dipinto di Pompeo Batoni “Sacra Famiglia” (Roma, Pinanoteca Capitolina) mostra chiaramente un’originalità del Cristianesimo, ovvero una bellezza che nessuna religione sa esprimere. Il Divino Bambino tende le sue piccole braccia verso la Madre e il suo sguardo incrocia quella della Mamma quasi a supplicarle amore e protezione. Lì è Dio, nella piena consapevolezza della Sua divinità, che mendica l’amore materno. In nessun’altra religione si arriva ad esprimere una simile affascinante grandezza.

Anche su questo si erge la bellezza del Natale, il suo essere nel cuore dell’uomo, cioè il suo entrare perfettamente nel desiderio più tipicamente umano che è quello di essere accolti: la Mamma dà alla luce il Dio incarnato e Questi decide per l’eternità di vivere il bisogno dell’essere accolto e protetto dalle braccia materno. Ciò vuol dire che il Natale non finirà mai. Anche quando questi tempi termineranno, anche quando non nasceranno più uomini perché si sarà chi in Paradiso e chi all’Inferno, anche allora – per sempre – il Natale rimarrà: nell’eterno amore di Gesù per la Sua Santissima Madre e nel Suo eterno bisogno di essere abbracciato da Lei.

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Il Cammino dei Tre Sentieri

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