Viviamo l’Avvento: Il paradosso del Dio Bambino

Dio è passato autenticamente attraverso l’infanzia.

Egli è stato veramente bambino, con i gusti di un bambino, con la psicologia di un bambino; ma contemporaneamente consapevole di essere Dio.

Immaginiamo questa scena: dinanzi a noi è la bottega di Giuseppe. Egli sta piallando. A terra vi sono dei pezzettini di legno. Gesù ha tre anni. E’ seduto a terra così come solitamente fanno i bambini a quell’età, preferisce non parlare con il papà di cose importanti, ma giocare con i pezzetti di legno. In questi momenti, nonostante la sua tenerissima età, Gesù è consapevole di essere il Signore dell’universo. La sua coscienza è attiva e il suo soggetto è divino.

Qui il paradosso del mistero: Gesù è consapevole di essere il Signore dell’universo, eppure non finge di giocare, desidera veramente giocare, davvero prova gusto a maneggiare quei semplici pezzetti di legno. Qualsiasi adulto si trovasse in quella situazione, non si divertirebbe. Il Signore dell’universo sì. Nella dottrina cristiana, Dio – consapevole di essere Dio – è passato veramente attraverso l’infanzia.

Per un periodo della vita, in Cristo si realizza la coniugazione tra il desiderio di giocare, accontentandosi di piccole cose, e la sapienza infinita, la consapevolezza cioè di essere il Signore dell’universo. Tutto ciò, non successivamente, ma contemporaneamente e veramente. Un mistero che costituisce un’originalità e che ha ripercussioni evidenti sul piano del discorso culturale e della storia sociale che dal Cristianesimo si svilupperanno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

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1 Comment on "Viviamo l’Avvento: Il paradosso del Dio Bambino"

  1. Meditare questo come altri paradossi dell’Incarnazione è quanto di più affascinante e stupefacente possa esserci. Ci fa capire la totale sproporzione tra l’amore di Dio per l’uomo e la nostra indegnità; allo stesso tempo però ci riempie l’anima e ci scalda il cuore, facendoci desiderare di osservare tutti i momenti quotidiani e apparantemente normali (ma straordinari!) della Sacra Famiglia di Nazareth. Se solo oggi (nelle catechesi ma anche nelle varie situazioni di vita) si facesse luce sui misteri, sui paradossi, sulle sublimità dell’Infinito che si rende finito, pur non azzerando la propria natura divina, tanti sarebbero toccati profondamente, perché il mistero, la bellezza, la tenerezza, se autenticamente cercati e vissuti, sono per l’anima ristoro e crescita.

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