Avvento – “Perché credo in Babbo Natale”.

Il sito adnkronos.com l’anno scorso riportò la notizia di un bambina che scrisse a Babbo Natale. Ovviamente di per sé non fu una “notizia” (quanti bambini fanno la letterina a Babbo Natale!); fu una “notizia” però il fatto che la bambina, pur sospettando la non esistenza di Babbo Natale, non gliene importasse; e che inoltre non gli chiedesse nulla: voleva solo esprimergli la sua ammirazione.  Leggiamola:

“Anche se alcune persone non credono che tu esista, io ci credo. Sei la persona migliore al mondo perché in una notte porti regali a tutti i bambini, poi devi pure venire a prendere le letterine di tutti i bambini del mondo, è un grosso impegno, ecco perché mi piaci. Non mi importa che Flavia sospetta che sei solo un’invenzione dei genitori, perché, come ti ho già detto, io credo che esisti. Ciao Babbo e grazie!”

Eppure Babbo Natale esiste.

Esiste perché ogni buona leggenda è sempre una “bugia-vera”. E’ una “bugia” perché racconta cose che non esistono, ma è “vera” perché rimanda a cose che non solo esistono, ma costituiscono anche i fondamenti indispensabili del vivere.

Chesterton scrive di credere in Babbo Natale, per un semplicissimo ma evidente motivo: perché la vita di ogni uomo è contrassegnata dal “dono”:

Quello che mi è successo è l’opposto di quello che sembra essere l’esperienza della maggior parte dei miei amici. Invece di rimpicciolire fino ad un puntino, Babbo Natale è divenuto sempre più grande nella mia vita fino a riempire la quasi totalità di essa. È successo in questo modo. Da bambino mi trovai di fronte ad un fenomeno che richiedeva una spiegazione. Avevo appeso alla sponda del mio letto una calza vuota, che al mattino si trasformò in una calza piena. Non avevo fatto nulla per produrre le cose che la riempivano. Non avevo lavorato per loro, né le avevo fatte o aiutato a farle. Non ero nemmeno stato buono – lungi da me!

E la spiegazione era che un certo essere che tutti chiamavano ‘Santa Claus’ era benevolmente disposto verso di me… Ciò che credevamo era che una determinata agenzia benevola… ci avesse davvero dato quei giocattoli per niente.

E, come affermo, io ci credo ancora. Ho semplicemente esteso l’idea. Allora chiedevo solo chi metteva i giocattoli nella calza, ora mi chiedo Chi mette la calza accanto al letto, e il letto nella stanza, e la stanza della casa, e la casa nel pianeta, e il grande pianeta nel vuoto.

Una volta mi limitavo a ringraziare Babbo Natale per pochi soldi e qualche biscotto. Ora, lo ringrazio per le stelle e le facce in strada, e il vino e il grande mare.

Una volta pensavo fosse piacevole e sorprendente trovare un regalo così grande da entrare solo per metà nella calza. Ora sono felice e stupito ogni mattina di trovare un regalo così grande che ci vogliono due calze per tenerlo, e poi buona parte ne rimane fuori; è il grande e assurdo regalo di me stesso, perché all’origine di esso io non posso offrire alcun suggerimento tranne che Babbo Natale me l’ha dato in un particolare fantastico momento di buona volontà.

(da una lettera a “The Tablet” di Londra)

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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