Borraccia n.112

L’ACQUA

Benedetto sei Tu, Signore, che penetri con lo sguardo gli abissi e siedi sui cherubini…
(Daniele 3)

I SORSI

1

Cari pellegrini, si racconta che il Re di Napoli, Ferdinando di Borbone (1751-1825), detto anche il “Re lazzarone”, amasse travestirsi da popolano per andare in qualche bettola dei vicoli napoletani per poter giocare a carte. Chi lo frequentava in quelle condizioni ovviamente non lo riconosceva e lo reputava uno di loro. Che faccia avrebbe fatto se avesse saputo chi era seduto a giocare al suo fianco?

2

Cari pellegrini, il Signore è l’Onnipotente ed è anche onnipresente.

3

Il Signore guarda tutto, nulla è segreto per Lui: il passato, il presente, il futuro.

4

Il Signore è tale perché è il Signore-di-tutto. Conosce tutti i segreti dell’universo: i pianeti più lontani, come gli abissi più profondi.

5

Gli angeli si prostrano dinanzi a Lui e gli obbediscono.

6

Cari pellegrini, questa Grandezza incommensurabile, questa infinita Perfezione, s’interessa di ognuno di noi, delle nostre singole vite, delle nostre singole decisioni, di tutto.

7

S’interessa se Lo scegliamo o meno, se decidiamo di essere con Lui o l’abbandoniamo.

8

Lasciamo stare il discorso in merito alla “sofferenza” di Dio (che ovviamente non è ammissibile, tant’è che è anche su questo che si gioca molta ambiguità della teologia contemporanea) è indubbio però che Dio non potrebbe rimanere indifferente dinanzi ad una sola anima che decidesse di abbandonarlo. La parabola del “Figliol prodigo” lo fa capire chiaramente (Luca 15).

9

Eppure Dio è l’infinito e l’assoluto. Un infinito e assoluto che si preoccupa che io, che sono quel che sono, che in rapporto a Lui non sono nemmeno una goccia nell’oceano più grande, possa sceglierlo e decidere di vivere per l’eternità con Lui.

10

Cari pellegrini, ritorniamo alla curiosità da cui siamo partiti e immaginiamo che una sera dei popolani napoletani abbiano scoperto che a fianco a loro vi era niente di meno che il Re… ebbene, una tale sorpresa sarebbe stata certamente minore rispetto a quella che dovremmo avere tutti noi constatando ciò che attimo dopo attimo possiamo sperimentare: che al nostro fianco c’è Qualcuno che è il Re-di-tutti-i-Re e che s’interessa talmente di noi da mendicare il nostro amore.

Al Signore Gesù

Grazie, Signore, per quel che sei e per quel che fai per me.

Ti chiedo questa grazia: per quanto possa io essere indegno, fa che questa “bellezza” di un Dio infinito che s’interessa della mia pochezza finita, la possa far capire a chi non vuol capire, la possa far gustare a chi non vuole assaporarla.

Alla Madre dello Splendore

Madre, Tu hai generato e portato l’Infinito nel tuo grembo.

Tu hai vissuto, attimo dopo attimo, il paradosso dell’Infinito che s’interessa del finito; anzi dell’Infinito che inabita nel finito.

Immagino che Bellezza abbia potuto gustare in tutto questo, malgrado il dolore che Ti segnava continuamente al solo conoscere cosa sarebbe avvenuto del Tuo Divin Figlio.

Madre, stai al mio fianco e fa che mai dimentichi la straordinaria meraviglia di ciò che Tu e il Tuo Divin Figlio offrite all’esistenza umana.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Camino dei Tre Sentieri

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