Borraccia n.142

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari “sorsi”  sono i punti della meditazione.

142

L’ACQUA

Sottomettiti a ciò che è al di sopra di te; disprezza quanto è sotto di te

(Sant’Antonio di Padova – Discorsi per la Domenica e per le feste)

L’ACQUA

1

Cari pellegrini, siamo dinanzi ad una bellissima quercia. E’ maestosa. Dà il senso della robustezza. Fa anche caldo e il sole picchia, per cui essa ci diventa ancora più “simpatica” offrendoci una gradevole frescura.

2

Ci sono due cose che in un albero come questo colpiscono: l’altezza, con le foglie che quasi sfiorano il cielo; e le radici enormi e ben piantate nella terra.

3

Cari pellegrini, se ci si riflettete, questa è un’immagine che bene esprime il mistero dell’uomo.

4

L’uomo è cielo e terra. Attenzione: non è cielo e terra perché è anima e corpo. No, perché anche il corpo deve tendere al Cielo, anzi: se non ci fosse stato il peccato originale, anch’esso (il corpo) sarebbe salito al Cielo immediatamente. L’uomo è cielo e terra perché vive in un dramma. Da una parte il suo anelito più profondo è gravitare verso Dio; dall’altra la sua concupiscenza tende a farlo gravitare verso il basso.

5

Ed ecco perché le parole di sant’Antonio di Padova, che abbiamo scelto come acqua di questa borraccia, dicono che l’uomo deve sottomettersi a ciò che al di sopra di lui, mentre deve disprezzare ciò è sotto di lui.

6

Cari pellegrini, facciamo un riferimento di carattere storico, ovviamente con molta semplicità. Tra i tanti grandi insegnamenti che ci ha offerto il medioevo vi è anche quello di un’idea di uomo tutto proteso verso il centro, e questo centro veniva giustamente identificato in Dio. Tant’è che per quest’epoca si parla di “teocentrismo”.

7

Con l’inizio della modernità non si è persa immediatamente la convinzione che l’uomo fosse creatura di Dio, piuttosto si è fatta strada l’idea che nell’uomo convergessero Dio e la creazione. Si pensi a ciò che Pico della Mirandola (1463-1494) diceva dell’uomo come una sorta di “microcosmo”.

8

Dov’è l’errore di questa seconda concezione? Nel fatto che l’uomo non riuscirebbe più a riconoscere la necessità di saper distinguere ciò che è al di sopra e ciò che è al di sotto di lui. Arrivando ad una sorta di “sacralizzazione” del Mondo.

9

Sant’Antonio di Padova, invece, dice che la felicità dell’uomo e la sua realizzazione stanno nel vivere per l’alto, gravitando verso il Cielo e non verso il basso, sottomettendosi a Dio e non al Mondo.

10

Se la quercia non tendesse verso l’alto, non sarebbe una quercia… ma una misera piantina destinata ad essere facilmente calpestata.

Al Signore Gesù

Signore, che il mio scopo sia quello di raggiungerti.

Di vivere per l’eternità con Te.

Che mi sottometta a Te e non al Mondo.

Alla Regina dello Splendore

Madre, Tu sei la creatura che più di tutte si è sottomessa al Cielo.

Se Tu avessi voluto seguire la logica del Mondo, mai avremmo potuto beneficiare della Salvezza.

Per vivere del Cielo, vengo da Te.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

Share on:

Be the first to comment on "Borraccia n.142"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*