Borraccia n.146

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari “sorsi”  sono i punti della meditazione.

146

L’ACQUA

Voglio appartenere solo a Te (Signore), accolgo il Tuo giogo (…) perché il Tuo braccio mi solleva.

(Gugliemo di Saint-Thierry)

I SORSI

1

Cari pellegrini, vi sarà capitato di fare trekking in montagna e impegnarvi in una dura salita. Quando stavate lì-lì per arrivare in cima, avete avuto la tentazione di arrendervi, ma poi vi ha animato un pensiero: arrivato su, troverò un bel rifugio, mi riposerò e mangerò qualcosa di caldo, di buono e di fragrante. Ecco: un bel panino caldo!

2

Le parole che fanno da acqua di questa borraccia sono del monaco Guglielmo di Saint-Thierry (1075-1148). Sono tratte dalle sue Orazioni meditative. Esse manifestano un chiaro desiderio di appartenere al Signore.

3

Ma non solo questo. C’è una dichiarazione che colpisce la nostra attenzione: si è pronti ad accogliere qualsiasi prova perché sicuri che il Signore è vicino e sostiene. Le parole dicono precisamente così: “…accolgo il Tuo giogo (…) perché il Tuo braccio mi solleva.”

4

Il cristiano non può amare la prova per la prova, piuttosto essa (la prova) va amata non solo perché conforma alla volontà del Signore, ma anche e soprattutto perché è nella prova che il Signore manifesta la sua potenza …e in tal modo si capisce ancor di più quanto sia necessario affidarsi a Lui.

5

Cosa si perde l’uomo privandosi di questo riconoscimento? Si perde tutto!

6

Si perde tutto …perché si perde il Dio-vicino.

7

Cosa può esserci di più importante del Dio vicino? Nulla.

8

Il Dio vicino è la soluzione di ogni problema. E’ la constatazione che nulla si smarrisce nell’angoscia che attanaglia.

9

Il Dio vicino è la presenza che rinvigorisce ogni storia umana; che solleva: perché il braccio del Signore è l’unico braccio che può davvero sollevare. Non ce ne sono altri. Da questo punto di vista tutto ciò che ci circonda è “monco”.

10

Chiediamoci: perché non possono “sollevare” le proprie ambizioni? Perché nascono nell’uomo e si riducono all’uomo.

11

Perché non possono “sollevare” i propri cari o i propri amici? Perché anche questi sono nella stessa e medesima condizione. Anche loro “strisciano” a terra e sono appesantiti dal giogo.

12

E’ per questo che la prova può divenire la “verità del vivere”. In tal modo accettabile, anzi perfino attraente. Come l’ultimo sforzo della salita. Esso è durissimo, sembra che non ci la si fa, che le gambe cedano, ma rincuora e dà energia il dopo: un caldo panino che ci aspetta al rifugio!

Al Signore Gesù

Signore, sollevami con il tuo braccio

Sostienimi nelle difficoltà della vita

La tua forza deve animare la mia scarsa forza

Alla Regina dello Splendore

Madre, per incontrare il braccio del tuo Divin Figlio, devo essere con Te.

Ho scelto -e mai l’abbandonerò!- il posto che fa per me: mettermi sotto il tuo manto e farmi condurre da Te.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

Share on:

Be the first to comment on "Borraccia n.146"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*