Borraccia n.152

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari “sorsi”  sono i punti della meditazione.

152

L’ACQUA

“Il Signore mi chiamò fin dalle viscere di mia madre…”

(Isaia 49)

I SORSI

1

Cari pellegrini, un bello spettacolo della natura è facile riconoscerlo come “bello” (chiediamo scusa del gioco di parole), nel senso che, colpendo talmente lo sguardo, s’impone in maniera evidente ed oggettiva, tant’è che tutti (tutti!) concordano sul fatto che c’è una meraviglia dinanzi.

2

Ci possono essere poi opinioni diverse se può piacere più uno spettacolo della natura marina o montana o collinare… ma che un bello spettacolo della natura sia bello, questo non lo nega nessuno… in un certo senso possiamo dire: non lo può negare nessuno.

3

Guardando un tale spettacolo, a tutto si pensa fuorché che esso possa essere frutto del caso. Si avverte d’istinto, nel senso di capacità d’intuire, che ciò che di meraviglioso sta dinanzi è stato “preparato” e “offerto”.

4

Cari pellegrini, la Bibbia, con le parole del profeta Isaia, ci dice che il Signore ci ha chiamato dalle viscere di nostra madre.

5

Le viscere sono quelle che sono. Non è certo un bello spettacolo vedere un chirurgo operare, tagliare il corpo umano e agire all’interno di esso. Non ci soffermiamo sui particolari perché sarebbe inutile farlo.

6

Ebbene, dalle viscere, che sono quel che sono, Dio chiama e dà origine ad un capolavoro qual è la vita umana.

7

Un capolavoro, perché nella vita umana si organizza una possibilità decisiva: un destino eterno di bellezza e di gioia o un destino eterno di dannazione.

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Ma non solo: la vita che si origina dalle viscere è desiderata da Dio, nel senso che Dio talmente ama questa vita che la vorrebbe sempre con sé per l’eternità. Spetta poi a questa vita -liberamente- decidere se accettare o meno la proposta di Dio.

9

Insomma, cari pellegrini, c’è una verità cristiana che è di una bellezza straordinaria: siamo stati pensati da sempre e lo siamo stati perché siamo una realtà “buona”, nel senso che Dio, che è il sommo Bene, ci ha desiderati. E tutto ciò che Lui desidera è “buono”. Non a caso nel racconto della creazione la Bibbia ripete continuamente “…e vide che era cosa buona” (Genesi 1).

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Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) dice nelle sue Massime e riflessioni che “tutto il buono è stato già pensato; si deve soltanto tentare di pensare ancora una volta.”

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Ovviamente il famoso scrittore tedesco non intendeva la creazione, ma le opere umane. Dice però una cosa vera, e cioè che ciò che si pone come “buono” non nasce per caso, ma sempre da un’opera creativa, cioè da un pensiero, da un progetto, da un desiderio.

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Il nostro bene, noi stessi, siamo stati pensati da Dio. Addirittura nelle non “eleganti” realtà delle viscere di un corpo umano…

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… come uno straordinario e nobile spettacolo della natura che Dio ha generato con pietre, terra, fango ed altro …che di per sé nulla avrebbero di straordinario, di nobile e di bello.

Al Signore Gesù

Signore, io so che tu mi hai pensato e mi desideri dall’eternità.

Fa che risponda al tuo desiderio.

Permetti tutto ciò che vuoi nella mia vita, ma non permettere che rifiuti ciò che mi proponi.

Alla Regina dello Splendore

Madre, anche tu sei stata generata dalle viscere di tua madre.

Eppure Tu, più di noi, sei stata pensata da Dio, addirittura con la preservazione da ogni macchia.

Dalle viscere di sant’Anna …una bellezza che corona l’intero universo!

Una bellezza senza la quale l’universo sarebbe stato definitivamente perduto.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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