Borraccia n.157

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari “sorsi”  sono i punti della meditazione.

157

L’ACQUA

Se io sono buono per tutti, sono buonissimo verso coloro che hanno fiducia in me. Sai quali sono le anime che approfittano di più della mia bontà? Quelle che hanno fiducia. Le anime fiduciose rubano le grazie.

(Gesù a suor Benigna Consolata Ferrero)

I SORSI

1

Cari pellegrini, senz’altro vi ricorderete quando si era bambini e si giocava spensierati. Finiva la scuola e d’estate si scendeva in cortile o si andava nei prati per giocare fino a stancarsi. Un pallone, una fune, delle biglie …e ci si divertiva. Non c’era preoccupazione che poteva rovinare quei momenti.

2

Il tempo passava in un batter d’occhio, poi la mamma ci chiamava per il pranzo e sulla tavola trovavamo ciò che era necessario. Tutto avveniva automaticamente senza che ci preoccupassimo: “…e se oggi non ci sarà nulla da mangiare?.. e se la mamma non potrà cucinare?…” Nulla e nessuno poteva scalfire la sicurezza che, rientrati a casa, saremmo stati accolti e accuditi.

3

Si trattava, cari pellegrini, di momenti in cui tutto si fondava su una fiducia incrollabile; talmente incrollabile che il nostro giocare non era minacciato da alcuna preoccupazione.

4

Poi, abbiamo persa questa capacità di affidarci.

5

La diffidenza ci tenta.

6

Le preoccupazioni ci assillano.

7

Tutto è divenuto complesso …e anche complicato.

8

Certo, la vita è quella che è e non si può certo ridurla ingenuamente ad una fiaba, ma quella serenità l’abbiamo persa.

9

Scrive Cesare Pavese: “Sei la camera buia / cui si ripensa sempre / come al cortile antico / dove s’apriva l’alba.” Lo scrittore piemontese pensa a ciò che è accaduto nella sua vita, dove il buio ha sconfitto la luce. La “camera buia” si contrappone al “cortile antico dove s’apriva l’alba”. Il buio della tristezza si contrappone alla luce della gioia; la gioia che il poeta piemontese identifica con il cortile antico. Il cortile è il luogo dell’infanzia, è il luogo dei giochi spensierati.

10

Eppure, cari pellegrini, c’è la soluzione per tornare a quei giochi antichi, a quel correre spensierati dietro un pallone: fidarsi di Dio!

11

Come afferma l’acqua di questa borraccia, Gesù disse a suor benigna Consolata Ferrero (1865-1916) che desidera la nostra fiducia e che questa fiducia più è grande e più è capace di “rubare” grazie.

12

La vita è la vita, ed è complicata. La realtà di ogni giorno è quella che è, ma ci attende la dolcezza di Dio, ci attendono le sue braccia, così come ci attendeva la mamma quando tornavamo dal cortile dei giochi.

13

Cari pellegrini, la fiducia che il Signore ci chiede è quella di vivere sì realisticamente e concretamente tutti i nostri giorni, ma di riporre ogni preoccupazione in Lui. Se così faremo, le sue grazie riempiranno e risolveranno il nostro vivere.

Al Signore Gesù

Signore, fa che l’unica bussola del mio cammino sia la fiducia in Te.

Indipendentemente da ciò che mi toccherà, indipendentemente da ciò accadrà nella mia vita, mi aggrapperò e mi stringerò a Te.

Alla Regina dello Splendore

Madre, Fiducia mia, solo con Te potrò immergermi nella fiducia verso il tuo Divin Figlio.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

Share on:

Be the first to comment on "Borraccia n.157"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*