Borraccia n.162

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari “sorsi”  sono i punti della meditazione.

162

L’ACQUA

“Pensa a me; e io penserò a te.”

(Gesù a santa Caterina da Siena)

I SORSI

1

Cari pellegrini, si racconta che una volta chiesero ad Alfonso, re di Aragona e di Napoli, chi potesse essere l’uomo più felice, se un re, un sapiente o invece un grande condottiero. Ebbene, re Alfonso avrebbe dato questa ottima risposta: “No, io penso che stia in altro la felicità, tant’è che la desidero anch’io, eppure sono Re. La Felicità sta nel sapersi far governare da Dio, in Lui abbandonarsi e in Lui confidare”. Straordinaria risposta!

2

Il buon ladrone, lì sulla croce, operò l’ultimo “furto” della sua vita: strappò al Signore la promessa che stesso quel giorno sarebbe stato con Lui in Paradiso.

3

Anni e anni di vita sconsiderata e malvagia compensati da un atto di amore …e di fiducia: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno” (Luca 23).

4

La fiducia presuppone la fede (nel senso che non può esserci fiducia senza fede), ma non s’identifica semplicemente con essa: la fiducia è il doveroso e logico completamento della fede.

5

Logico, perché se Dio è Dio, e si ha fede in ciò che Dio promette, allora è da sciocchi non abbandonarsi a Lui.

6

Un conto è “affidarsi ciecamente”, altro è “affidarsi intelligentemente”. Nel primo caso abbiamo l’abbandono che si priva volutamente dell’intelligenza; nel secondo, l’affidarsi come esito di un riconoscimento e di un’evidenza.

7

“Affidarsi ciecamente” è l’abbandono sempre e comunque, anche nell’assurdo.

8

“Affidarsi intelligentemente” è l’abbandono dopo aver riconosciuto e accettato che Dio non può che volere il meglio per noi, che Lui è amore. Per cui, anche se non capiamo il perché, può volere da noi certe prove, ci abbandoniamo fiduciosi nel suo amore e nel suo Logos.

9

Da ciò si capisce il senso delle parole che Gesù disse a santa Caterina: l’importante è che si pensi a fare la volontà di Dio e poi Lui aggiusterà ogni cosa.

10

Torniamo all’esempio da cui siamo partiti. Più che la potenza di un Re, la cultura di un sapiente, la forza e la scaltrezza di un condottiero, ciò che conta è abbandonarsi alla volontà di Dio: solo così si è veramente potenti, sapienti, forti …e intelligentemente scaltri.

Al Signore Gesù

Signore, Tu vuoi da me la fiducia.

Vuoi che ti riconosca Signore.

Vuoi che ti riconosca onnipotente.

Vuoi che ti riconosca amore.

Vuoi che ti riconosca il tutto della mia vita.

E –per questo- vuoi che mi affidi totalmente a Te.

Lo farò: prima di tutto per Te …e poi per me.

Alla Regina dello Splendore

Madre, non c’è stata, né mai ci sarà, creatura nell’universo che abbia amato il Signore più di Te.

Tu ti sei sempre affidata a Lui, anche quando Egli si trovava nel tuo grembo e con cura lo custodivi e lo alimentavi con il tuo sangue; anche quando, piccolino, lo dovevi proteggere e cullare.

Mentre lo cullavi e lo proteggevi, ti facevi cullare e proteggere da Lui.

Concedimi, Madre, che anch’io mi affidi sempre e totalmente al tuo Divin Figlio.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

Share on:

Be the first to comment on "Borraccia n.162"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*