Borraccia n.168

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari “sorsi”  sono i punti della meditazione.

168

L’ACQUA

Uomo, considera chi ti ha colmato dei suoi doni. Rifletti su te stesso. Ricordati di quello che sei…
(San Basilio – Omelia sulla ricchezza, 6)

I SORSI

1

Cari pellegrini, relativamente a Dio, tra tanti errori possibili ve ne è uno che è molto diffuso: pensare che tutto ciò che si possiede sia per proprio merito.

2

Certo, Dio ci ha fatti liberi e responsabili, per cui siamo noi, con le nostre scelte, a prepararci il destino (dannazione o beatitudine eterne), ma ciò non significa che ciò che facciamo sia tutto merito nostro.

3

Una mamma quanto lavoro deve fare per portare avanti una famiglia! Ma se non avesse i figli? A che servirebbe tutta la sua buona volontà?

4

Il contadino deve lavorare perché la terra porti frutti, deve dissodarla, ararla, zapparla. Ma se non avesse la terra? A che servirebbe la lena del suo lavoro?

5

C’è un dovere a cui il cristiano non può sottrarsi: cogliere l’evidenza del dono! Tutto è dono nella vita dell’uomo.

6

Attenzione: il dono non esclude la libera azione umana. Infatti non basta ricevere il dono, occorre anche custodirlo, curarlo, impreziosirlo, trafficarlo. Quanto dure furono le parole di Gesù per colui che aveva sotterrato i propri talenti senza trafficarli adeguatamente! (Cfr.Matteo 25)

7

Vedere tutto sotto la prospettiva del dono è il massimo della sapienza.

8

Come è sciocco il nostro mondo, che pur vantandosi di conoscere tante cose e di aver raggiunto tanti obiettivi, non riesce a capire cosa c’è dietro le capacità umane, non riesce a capire a chi si deve che l’uomo possa intraprendere, progettare e progredire.

9

I nostri “nonni” avevano la sapienza di ricondurre tutto alla dimensione del dono. Quando dovevano prendere un appuntamento dicevano: “A Dio piacendo, ci vedremo il…”. Affidavano alla volontà di Dio ogni cosa che riponevano nel futuro, immediato o lontano, ben sicuri che senza questa volontà, per quanto l’uomo si sforzi, nulla è possibile.

Al Signore Gesù

Signore, ti chiedo ciò che mi dice san Basilio: di considerare continuamente i doni con cui hai colmato e colmerai la mia esistenza.

Ti chiedo inoltre di saper riflettere su me stesso.

E infine di sempre ricordarmi chi effettivamente sono: un mendicante della Tua Grazia e dei tuoi doni.

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, Tu hai vissuto una grazia singolarissima: hai sempre avuto consapevolezza di quanto la Tua esistenza fosse una scrigno inestimabile dei doni del Signore. Ma nello stesso tempo hai vissuto e stai vivendo (perché per l’eternità sarai Madre di Dio) il privilegio di donare a Dio.

Quando portavi il Verbo incarnato nel tuo grembo, alimentavi quel Dio che ti alimentava, sostenevi quel Dio che ti sosteneva, davi la vita a quel Dio che ti dava continuamente la vita.

Il tuo sangue irrorava Colui che nella sua creazione aveva progettato il sistema sanguigno.

Le tue cellule davano vita a Colui che nella creazione dei viventi aveva progettato che vi fosse il DNA.

Che Madre straordinaria il Signore mi ha donato! Come potrò fare a meno di Te?

Ecco che allora ti chiedo, nell’accompagnarmi in questa giornata, di non perdere la mia sapienza di saper scoprire tutto come dono del Tuo Divin Figlio.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

 

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