Borraccia n.170

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari “sorsi”  sono i punti della meditazione.

170

L’ACQUA

“Vi sono delle disgrazie che sono segni della Provvidenza e dei successi che sono un castigo.”
(Don Vital Lehodey, trappista)

I SORSI

1

Cari pellegrini, c’è dinanzi a noi un uomo corrucciato, triste. Gli sarà certamente capitato qualcosa di molto duro. Chissà?

2

L’acqua di questa borraccia è costituita dalle parole di un trappista, dom Vital Lehodey. Esse dicono una cosa su cui poco si riflette ma che riguarda una questione che attanaglia molti.

2

La questione è questa: come mai a volte succede che la vita di coloro che vivono nel timor di Dio, che si sforzano di rimanere nella Sua Grazia, che pregano, sia costellata di tante sventure; mentre la vita di tanti che rifiutano di Dio, teoricamente o praticamente, spesso sembra essere una vita senza problemi?

3

Un giorno, cari pellegrini, andò da san Pio da Pietrelcina una donna che era sull’orlo della disperazione, la sua vita era un susseguirsi di disgrazie, non sapeva cosa fare, come venirne fuori. Il Santo l’ascoltò e poi le disse di considerare una grazia tutte quelle croci, concludendo con queste perentorie parole: “…è meglio scontare qui che lì!” Cioè, è meglio soffrire qui che nell’al-di-là.

4

Purtroppo anche se ci diciamo cristiani, il nostro vivere e il nostro pensare sa più di paganesimo che di cristianesimo, per cui tendiamo a valutare tutto secondo una prospettiva terrena, di successo qui, in questa vita.

5

E quando ci capita qualcosa di duro, quando ci capita una prova dolorosa, tendiamo a ribellarci, a non capire, a rifiutare …eppure potrebbe essere una grande grazia.

6

C’è un principio di teologia spirituale che è fondamentale. Dice così: “Se è vero che tutto ciò che avviene non sempre è voluto da Dio, è pur vero che tutto ciò che avviene è sempre permesso da Dio.” Ora, se Dio permette la sofferenza nella nostra vita, Dio, che vuole la nostra salvezza, è disposto a darci la grazia sufficiente e necessaria perché, in quella sofferenza, possiamo santificarci. Ma è indispensabile che questa grazia la invochiamo. Ecco perché sant’Alfonso Maria dei Liguori giustamente diceva: “Chi prega, si salva. Chi non prega, si danna.”

7

Lasciamo perdere tutte le deformazioni di Cristianesimo che purtroppo imperano ai nostri giorni. Lasciamo perdere tutte quelle impostazioni che vogliono completamente dimenticare che Dio è anche giustizia e che ogni peccato deve essere “pagato”, piuttosto accettiamo tutto ciò che Dio permette nella nostra vita e non dimentichiamo quest’altra frase che hanno sempre affermato i grandi maestri di spiritualità: “La più grande disgrazia è quando Dio non castiga più.”

8

Infatti, se Dio non castiga più, ciò può essere il segno che non c’è più possibilità di correzione.

9

Ritorniamo all’immagine da cui siamo partiti. L’uomo dinanzi a noi è triste, ma quella tristezza può essere “risolta” in Dio. Perché la sua causa certamente rientra in un progetto più grande.

Al Signore Gesù

Signore, ti chiedo la grazia di saper accettare, conservando la pace del cuore, tutto ciò che stai permettendo e che permetterai nella mia vita.

Dammi la Tua forza, e ogni Croce mi sarà possibile sostenere.

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, Tu sei stata concepita immacolatamente.

Sei davvero la Madre di Dio.

Tu sei la creatura che Dio più ama…

…eppure il Signore, nella vita terrena, non ti ha risparmiato il dolore…

…anzi, ciò che Tu hai sofferto è il massimo che una creatura umana potesse subire: sapere sin da subito cosa sarebbe toccato al proprio figlio, carne della propria carne e sangue del proprio sangue…

Madre, aiutami nell’accettare tutto.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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1 Comment on "Borraccia n.170"

  1. BELLISSIMO ARTICOLO..

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