Borraccia n.179

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari “sorsi”  sono i punti della meditazione.

179

L’ACQUA

Il mio piede segue la via retta

(Salmo 25)

I SORSI

1

Cari pellegrini, siamo dinanzi ad un ponte. Lo osserviamo attentamente. Non ci interessa darne un giudizio estetico, quanto considerarlo nella sua “motivazione”. Ogni ponte cosa è se non la realizzazione del facilitare il cammino?

2

Un ponte lo si costruisce per abbreviare il percorso. Quanti ponti, infatti, vengono costruiti per evitare di inerpicarsi su un monte e quindi per evitare di allungare inutilmente il percorso?

3

Un celebre drammaturgo esistenzialista francese, Albert Camus (1903-1960), nel suo profondo ateismo, affermava che la vita sarebbe una sorta di ponte fra due nulla.

4

Parole senz’altro coerenti con il suo ateismo, ma non solo illogiche (il ponte deve pur reggersi su qualcosa), ma anche angoscianti, perché è tristissimo convincersi di venire dal nulla per andare verso il nulla.

5

L’acqua di questa borraccia dice che il piede dell’uomo “segue la via retta”. In realtà, in quel “segue” dobbiamo leggerci piuttosto il verbo “ricerca”, ovvero “ricerca la via retta”.

6

L’uomo, infatti, ha in sé un desiderio insopprimibile di percorrere la “via retta”, ma non sempre corrisponde a questo desiderio; anzi, molte volte cade nella tentazione di percorrere la via storta.

7

Cosa significa “desiderare di percorrere la via retta”? Significa avere il desiderio di percorrere una via che conduca a qualcosa.

8

L’uomo sa di dover camminare nel suo tempo e sa anche che il tempo stesso è un cammino. Ma cosa lo scandalizza? Che questo cammino sia un proseguire senza poter raggiungere qualcosa. Anzi, sia un cammino verso il nulla.

9

Se l’uomo si convince di questo, allora il suo procedere diventa una “condanna”; ed è per questo che, inconsciamente, fa sì che il suo cammino non sia un procedere rettilineo. Anzi, volutamente lo fa deviare. Volutamente lo rende frammentato e indeciso. Lo rende esistenzialmente tortuoso. Si tratta, insomma, di ritardarlo quanto più possibile.

10

Ma se invece l’uomo si convince che il suo procedere ha un senso; che il tempo non è un andare verso il nulla, bensì verso la pienezza, allora il camminare diventa la consapevolezza di una grazia e si cerca la “rettilineità” del procedere.

11

Questo non vuol dire che la vita diventi qualcosa di negativo, anzi! Il camminare diventa più bello e gustoso, quando si sa dove andare …e si accetta qualsiasi fatica del cammino, breve, lungo, facile o difficile che sia, ben convinti che alla fine c’è la mèta desiderata.

12

Quando c’è lo scopo di raggiungere la mèta, la mente s’industria e si costruiscono i ponti; quando invece non si sa dove andare, si cammina a vuoto…

13

…e il vuoto dell’abisso, cari pellegrini, rimane senza un ponte che lo possa evitare e sorvolare.

Al Signore Gesù

Signore, fa che la mia vita sia un essere con Te per poterti completamente possedere per l’eternità.

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, rinnovo ciò che sempre ti ho chiesto finora: voglio che nel cammino della mia vita ci sia Tu.

Voglio camminare con Te.

Tienimi per mano.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri 

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