La Borraccia del 14 aprile

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi ogni tanto. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione, che si sorseggia ogni tanto. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

19

L’ACQUA

“Beati voi che ora piangete, perché riderete.”

(Luca 6)

I SORSI

1

Cari pellegrini, la natura e le cose che ci circondano rimandano ad un significato più alto. Si tratta di quella conoscenza “simbolica” a cui ci conduce del tutto naturalmente il reale e che è parte integrante del giusto metodo della conoscenza, che è il “realismo filosofico”.

2

I medioevali ciò lo sapevano bene, tant’è che in quel periodo si producevano testi che raccoglievano il significato dei simboli: “erbari” per le erbe, “floreali” per i fiori, “bestiari” per gli animali…

3

Soffermiamoci sugli animali; in particolar modo sul cane. Se ne può avere più o meno trasporto, ma cosa colpisce del comportamento di questo animale domestico? Certamente la fedeltà, ma soprattutto un’altra cosa che è legata alla fedeltà stessa. Se non in rari casi, il cane preferisce rimanere al fianco del suo padrone piuttosto che essere con i suoi simili. La soddisfazione l’attinge rimanendo fedele piuttosto che facendo altro. E ciò, simbolicamente, insegna molto.

4

Adesso soffermiamoci sull’acqua di questa borraccia: dobbiamo essere certi del fatto che il Signore ci abbia fatti per essere felici.

5

D’altronde c’è una logica: il Signore ci ha fatti per Lui e ci vuole con Lui, dunque ci ha fatti per la Somma Felicità, perché Lui è la Somma Felicità.

6

Infatti, l’ “immagine e la somiglianza” Sua ci riempie di desiderio e ci dispone al soddisfacimento di tale desiderio. Da qui la tensione alla felicità.

7

Il Signore però ci dice che se davvero vogliamo essere felici, dobbiamo adesso anche “piangere”. Sembra un paradosso, ma non lo è.

8

Il Signore ci dice che non si può essere felici se non si prende la Croce con Lui.

9

Qui c’è la spiegazione di tutto. L’unica felicità possibile è essere con il Signore.

10

Ma per essere con il Signore occorre uniformarsi a Lui.

11

Per essere con il Signore occorre abbracciare ciò che Egli ha abbracciato per salvarci: la Croce.

12

In tal modo -solo in tal modo- il pianto si trasformerà in gioia.

13

Attenzione: il pianto si trasformerà in gioia non solo nell’eternità, ma già su questa terra… perché il Signore è l’unica possibilità per dar senso e gusto alla vita.

14

Ed ecco perché, cari pellegrini, siamo partiti da ciò a cui simbolicamente rimanda il comportamento canino. Come il cane è soddisfatto non di “fare”, né di “fuggire via” per stare con i suoi simili, quanto di rimanere accanto al suo padrone (anche se questo rimanere gli procurerà rimproveri, fatica e privazione) così l’uomo raggiunge la pienezza di sé accanto al Signore (non accanto ai piaceri del Mondo!), abbracciando la Croce per conformarsi pienamente a Lui, fonte dell’unica e vera felicità.

Al Signore Gesù

Signore, fammi stare accanto a Te.

Non voglio seguire il Mondo, né rincorrere felicità fasulle, ma solo conformarmi alla tua volontà.

Alla Regina dello Splendore

Madre, donami l’unica gioia possibile, quella del tuo Divin Figlio.

Fa che non l’abbandoni mai.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


Vuoi aiutarci a far conoscere quanto è bella la Verità Cattolica?

Share on:

Be the first to comment on "La Borraccia del 14 aprile"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*