Borraccia n.195

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

195

L’ACQUA

Il Signore non ci proibisce di esprimergli i nostri desideri; Egli ama, al contrario, che ci comportiamo filialmente con Lui. Non aspettiamoci tuttavia che Egli si pieghi a tutte le nostre fantasie: la sua Bontà glielo vieta. Egli sa qual é il nostro bene; ci concederà i beni della terra solo se essi dovranno servire alla nostra santificazione.”

(Padre Raymond de Thomas de Saint-Laurent – da “il Libro della Fiducia”, cap.III)

I SORSI

1

Cari pellegrini, dinanzi a noi abbiamo questa immagine: un contadino sta potando un albero. Dopo un po’ di tempo, quell’albero ch’era così frondoso, ricco di rami e verdeggiante, è divenuto smilzo, piccolino, povero di rami. Se fossimo completamente a digiuno delle più elementari nozioni di botanica, dovremmo concludere che l’albero è divenuto più debole. E invece no: è divenuto più forte e resistente. Mai come in questo caso l’apparenza inganna.

2

Le parole che abbiamo scelto come acqua di questa borraccia sono tratte da un un preziosissimo scritto di Padre Raymond de Thomas de Saint-Laurent, Il Libro della Fiducia. Già qualche borraccia ha avuto come acqua parole prese da questo testo. Ebbene, esse esprimono questi due concetti: 1)Il Signore vuole che noi gli chiediamo tutto. 2)Il Signore non sempre ci esaudisce, perché è buono.

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Iniziamo con il primo concetto: il Signore vuole che gli chiediamo tutto.

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Il Dio Cattolico non è un Dio distante; né che tende a “storcere il naso” dinanzi a quelle che sono le nostre difficoltà.

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Una pericolosa tentazione è quella di credere che alcune nostre difficoltà non meritino essere riposte in Dio. Nel senso che ci facciamo prendere dalla convinzione che certi nostri problemi non siano poi tanto gravi e che quindi, per questi, non possiamo “scomodare” Dio.

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E invece Dio vuole essere “scomodato” su tutto: su tutto!

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Dio è padre e vuole che noi ci comportiamo come figli nei suoi confronti.

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Se un bambino deve montare un giocattolo e non riesce a farlo, si rivolgerà al papà; e questi non certo gli dirà: “Sono sciocchezze, veditela tu!” No, si chinerà verso di lui e lo aiuterà a risolvere ciò che in quel momento per il bambino è un’importante questione.

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Alla base di questa pericolosa tentazione vi è l’incapacità di capire la bellezza del Dio Cattolico; che è appunto ciò che dicevamo prima: la sua vicinanza, il suo voler essere invocato, il suo voler essere a fianco a noi.

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Passiamo adesso al secondo concetto: Dio non sempre esaudisce, perché  buono.

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Se Dio esaudisce sempre le richieste di grazie spirituali (volontà di abbandonare il peccato, perseveranza, aumento della fede, ecc…); Dio non sempre esaudisce le grazie cosiddette “materiali”. Questo è un fatto e di questo è facile accorgersene.

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Perché questo? Per un motivo semplice: perché Dio è buono!

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La bontà di Dio è sub specis aetenitatis, cioè è secondo la prospettiva dell’eternità. Dio, insomma, vuole prima di tutto che noi raggiungiamo il massimo bene, che è la salvezza della nostra anima, ovvero la possibilità di andare in Paradiso, quindi o stare con Lui per l’eternità.

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Non sempre le grazie che chiediamo potrebbero essere confacenti a questo destino. Non sempre esse potrebbero facilitarci in tal senso. Anzi, può essere che queste costituiscano un ostacolo, piuttosto che un aiuto. E questo Dio lo sa.

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Cari pellegrini, l’albero dell’immagine da cui siamo partiti, se avesse la possibilità di ragionare, penserebbe: “Che fa questo sciocco di contadino? Mi riduce quasi ad un fuscello. Mi spelacchia tutto…” E invece il contadino sta facendo ciò che deve fare: sta tagliando ciò che impedisce la crescita e la robustezza della pianta. Co sì fa Dio con noi.

Al Signore Gesù

Signore, mi metto nelle tue mani.

Fa di me ciò che vuoi.

Se devi “potare” la mia persona, fallo pure.

Io non so dove posso mettere le mani nella mia vita; fallo Tu …e sarà bene così!

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, tu sei quella mamma che porta il suo bambino dal medico.

Il bimbo è timoroso, ha paura; ma la mamma lo rincuora e gli fa capire che il medico gli vuole bene e che ciò che prescriverà, anche se amaro, servirà per farlo guarire.

Madre, sono accanto a Te affinché il Tuo Divin Figlio mi possa guarire, curare e salvare.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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