Borraccia n.202

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

202

L’ACQUA

Nella Croce una soavità tutta celeste

(Imitazione di Cristo)

I SORSI

1

Cari pellegrini, vi invitiamo a fare uno sforzo di memoria che poi tanto difficile non è. Ritorniamo a quando frequentavamo i primi anni di scuola ed eravamo bambini. Un genitore veniva a prenderci e noi eravamo felici. Felici, perché non solo la scuola era finita, ma anche perché sapevamo che, a casa, ci avrebbe atteso una bella festa preparata dalla mamma. La strada che ci restava da fare era allora dolcissima e per nulla stancante…

2

Le parole dell’Imitazione di Cristo (Nella Croce una soavità tutta celeste) richiamano tre concetti: la sofferenza, la dolcezza e l’infinito. Infatti, la Croce è sofferenza, la soavità è dolcezza e il cielo è simbolo dell’infinito.

3

Se ci si riflette bene, la Speranza cristiana sta tutta in questi tre concetti.

4

Il destino di ognuno è la Croce. Possiamo augurarci tutto il bene possibile, ma è inutile negare che il destino di tutti sia la sofferenza.

5

Ad essa non si può sfuggire. Seneca nel suo stoicismo senza adeguata speranza arriva a dire: “Non abbiate paura del dolore, o finirà o vi finirà.” Parole tristi, ma vere se non si ha la Speranza. Seneca, infatti, dice che la sofferenza o distrugge l’uomo oppure finirà, ma finirà non perché sarà risolta, bensì perché l’uomo stesso in un certo qual modo si dissolverà.

6

Ma se si ha la Speranza, la vera Speranza (che è quella cristiana!), allora la sofferenza non è fine se stessa. Diviene una sofferenza “dolce”, “soave”.

7

Il motivo è facile da capire: perché la sofferenza è una strada non è la méta.

8

Il poeta della beat generation Jack Kerouac, per quanto volesse rifarsi ad una dimensione “spirituale” dell’esistere, cadde volutamente ed inevitabilmente in una prospettiva sincretista e immaginifica del reale …e scrisse: “Basta seguire la strada e prima o poi si fa il giro del mondo. Non può finire in nessun altro posto, no?”

9

Dunque, secondo Kerouac, la vita non è un camminare verso una mèta, bensì è un procedere strano dove si finisce disperatamente con il tornare sempre allo stesso posto, si finisce da dove si è partiti.

10

La Speranza cristiana dice invece un’altra cosa. La sofferenza della vita è la dolcezza del camminare verso un porto che attende.

11

Ma qual’è questo porto che attende? Il Cielo.

12

E proprio perché c’è il Cielo, diviene “celeste” tutto il cammino, ovvero diviene bello, cioè pieno della bellezza dell’infinito. San Pio da Pietrelcina così scrive a padre Bernardo Apicella: “E’bello il Cielo, ma non è meno bello e meno santo il portare l’esilio per amore della bella patria che ci attende.” (Epistolario, IV, p.123)

13

Sembra un paradosso, ma fino a dun certo punto. il Santo Cappuccino dice che in questa prospettiva, cioè nella Speranza cristiana, l’esilio può divenire bello quanto la Patria. Certo, è una forzatura, ma una forzatura che la dice lunga.

14

Cari pellegrini, quella gioia di quanto eravamo bambini è un piccolo -piccolissimo!- segno della gioia di percorrere la Strada, al termine della quale Dio ci attenderà la festa non preparata della mamma …ma da Dio!

Al Signore Gesù

Signore, io accetto tutto ciò che permetti nella mia vita.

Ti chiedo però di non permettere che smarrisca la Strada.

Né che mi fermi oppresso dalla pigrizia del non-senso.

Che il perenne desiderio di Te sia la bussola del mio cammino.

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, la Strada della vita la voglio percorrere stretto a Te.

In tal modo la dolcezza sarà il mio ossigeno e la mia energia.

Accompagnato da Te, ogni passo mi sarà più facile e comodo.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

Share on:

Be the first to comment on "Borraccia n.202"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*