Borraccia n.204

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

204

L’ACQUA

“Se vuoi un consiglio, rifugiati presso di Lui…”

(Sant’Agostino d’Ippona – Commento alla Prima Lettera di san Giovanni)

I SORSI

1

Cari pellegrini, è inverno. Imprudentemente abbiamo voluto fare una camminata in alta montagna. Improvvisamente viene a nevicare e la nevicata si trasforma presto in tempesta. La difficoltà è grossa, occorre ripararsi. C’è necessità di un rifugio. Qualcuno di noi sa che ce ne è uno nelle vicinanze. Ci mettiamo alla ricerca fin quando con sollievo lo scorgiamo. Vi entriamo e attendiamo serenamente che il tempo si rimetta.

2

Nell’acqua di questa borraccia sant’Agostino (354-430) ci dice …meglio, ci dà un consiglio: dobbiamo rifugiarci in Dio.

3

Nicolás Gómez Dávila (1913-1994) scrive: “L’uomo è il rifugio più fragile per l’uomo“. Il che è vero. Cosa può attendere da se stesso l’uomo? Può trovare in sé ciò che desidera? Se lo desidera, vuol dire che non lo ha.

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Sant’Agostino, invece, dice che si vuole vivere bene, ovvero se si vuole raggiungere davvero soddisfazione e con scaltrezza trovare un’adeguata soluzione, bisogna rifugiarsi in Dio.

5

Perché? C’è davvero una logica in questo? Rispondiamo: non solo c’è una logica …ma è tutto pienamente logico.

6

Fondamentalmente l’uomo cerca la protezione. Attenzione, cercare la protezione non vuol dire mancare di coraggio o vilmente svincolarsi da ciò che si deve fare e pretendere che a rischiare siano altri. No. Il cercare protezione non è alternativo al coraggio, bensì è trovare una ragione per esprimere il coraggio e sacrificare tutto se stessi.

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Infatti, il pericolo più grande che corre l’uomo è non cogliere il senso del proprio dovere, cioè di ciò che è chiamato a fare.

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Se l’uomo arriva a concludere che la sua vita gli impone dei gesti, ma che questi trovano il loro significato in se stessi e non all’interno di un progetto più grande, allora l’uomo si scopre solo, in balìa di un caos che lo sovrasta impietosamente e che gli toglie qualsiasi entusiasmo.

9

E’ per questo che il famoso scrittore Franz Kafka (1883-1924) si chiede: “Come ci si può rallegrare del mondo, tranne che quando ci si rifugia in esso?” Cioè: si può essere felici nel mondo, cioè nella realtà, solo quando essa rappresenta pienamente un “rifugio”, ovvero un luogo in cui poter riposare trovando veramente se stessi.

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Ecco il punto fondamentale: sant’Agostino ci consiglia di rifugiarci in Dio, perché solo in Lui troviamo noi stessi.

11

Solo in Lui troviamo il nostro riposo. Non a caso, sempre sant’Agostino, dice ne Le Confessioni: “Il mio cuore è inquieto fin quando non riposerà in Te, o mio Signore.”

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Solo in Dio troviamo la forza per il nostro doveroso coraggio e per sconfiggere ogni pusillanimità e vigliaccheria.

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Tutto, solo rifugiandoci in Dio…

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…come quando, cari pellegrini, attanagliati dal freddo, si entra in una calda baita di montagna con un fuoco che attende per riscaldare il nostro infreddolito corpo e dare tepore alle nostre paralizzanti ansie.

Al Signore Gesù

Signore, voglio rifugiarmi in Te.

Io sono quello che sono: nulla!

Io manco di tutto, ma nel tuo rifugio scoprirò il senso del mio vivere.

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, camminando insieme a Te, sono certo di arrivare al Rifugio eterno.

Non lasciare la mia mano.

Mi piace pensare come tenevi in ordine e pulita la tua casa per offrire adeguato rifugio e ristoro a Colui che è Rifugio e Ristoro per Te e per tutti noi.

Anche per questa “bellezza” voglio camminare con Te.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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