Borraccia n.209

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

209

L’ACQUA

“Bisogna aver invidia della terra del Calvario bagnata e inzuppata del Sangue di Cristo”

(Santa maria Maddalena de’ Pazzi)

I SORSI

1

Cari pellegrini, iniziamo con un’immagine da prima colazione. Questa mattina non ci viene offerto molto: del latte caldo, dello zucchero e solo qualche fetta biscottata. Niente miele, niente marmellata, cioccolata o altro. Le fette biscottate di loro non hanno un granché di sapore; prese così, senza nulla, non sono proprio il massimo. Ma facciamo di necessità virtù e decidiamo di inzupparle in una tazza di latte caldo ben zuccherata. Beh… non sono male. Ci prendiamo gusto. Sembrano essere diventate ben altra cosa!

2

L’acqua di questa borraccia ci offre delle parole di santa Maria Maddalena dei Pazzi (1566-1607), tra i santi che maggiormente hanno condiviso con Cristo le sofferenze offerte per la Redenzione.

3

Ella dice che ogni cristiano dovrebbe “invidiare” il privilegio della terra del Calvario, di quella terra cioè ch’era sotto la Croce di Cristo e che inevitabilmente accolse e “s’inzuppò” del Sangue del Signore.

4

A Mantova, nella Basilica di sant’Andrea, sono custodite alcune di queste zolle, che la tradizione racconta siano state portate da san Longino, il famoso soldato romano a cui fu ordinato di infilzare con la lancia il costato di Cristo e che successivamente si convertì.

5

Si deve, dunque, avere “invidia” di quella terra. Ma la terra è terra! La terra è qualcosa d’inutile! La terra è qualcosa di basso, forse anche di sporco. Come si può averne invidia?

6

Il famoso scrittore tedesco Johann Wolfgang Von Goethe (1749-1832) scrive: “Bisognerebbe chiedere ai bambini e agli uccelli che sapore hanno le ciliegie e le fragole”.

7

Questi vuole dirci che il sapore che sperimenta un bambino (o anche un uccello) di qualcosa di dolce è in sé incomprensibile per un adulto. Il sapore infatti scaturisce da come si percepisce ciò che si assapora.

8

Infatti, ciò che si assapora riempie di dolcezza chi sa umilmente apprezzare questa dolcezza. Chi conserva il cuore puro e libero.

9

Molte volte sarà capitato di dover mangiare un piatto di per sé buonissimo, ma in una condizione di tristezza e preoccupazione. Ebbene, anche se la pietanza era buonissima e cucinata a meraviglia, l’apprezzamento non è stato possibile perché qualcosa di fastidioso (la tristezza, appunto) si frapponeva tra sé e quel dono.

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Le parole di santa Maria Maddalena de’ Pazzi vogliono invece dire che quella terra del Calvario si è impregnata di qualcosa che l’ha trasformata tutta, e che da misera polvere è divenuta qualcosa di nobilissimo. Tanto nobilissimo da far invidia.

11

Ebbene, cari pellegrini, anche noi possiamo essere quella terra. Anche noi possiamo trasformare la nostra bassezza in qualcosa di nobilissimo, se solo ci facessimo “inzuppare” dall’unica ragione del vivere, da ciò che ha salvato e trasformato l’universo intero: il Sangue di Cristo…

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…come delle semplici e insapori fette biscottate, che, inzuppate in una dolcissima tazza di latte, acquistano un piacevolissimo sapore e danno vigore.

Al Signore Gesù

Signore, voglio essere “inzuppato” del Tuo Sangue.

Che Esso sia il mio vero cibo e l’unica ragione del mio vivere.

Solo così anche io potrò acquisire “sapore” …per me e per gli altri.

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, penso a quando preparavi una dolce colazione al Tuo Divin Figlio.

Gli preparavi la dolcezza, e Lui ti riempiva della Sua Dolcezza.

Offrivi la dolcezza a chi è l’infinita Dolcezza.

E la tua Dolcezza, Madre, è il vero riflesso di quella Dolcezza.

E a questa Dolcezza voglio tenermi stretto.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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