Borraccia n.252

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

252

L’ACQUA

“Da un morto, che non è più, la riconoscenza si perde, chi è vivo e sano loda il Signore.”
(Ecclesiastico 17)

I SORSI

1

Cari pellegrini, abbiamo colto un fiore e lo abbiamo portato a casa. Ma dopo poco non è più. Sarà stato il caldo, sarà stata la nostra negligenza nel non averlo saputo adeguatamente curare e metterlo in un vaso con dell’acqua, resta il fatto che ora è tutto rinsecchito. Finanche i colori sgargianti e patinati dei petali si sono smorzati. E vederlo così rattrista.

2

L’acqua di questa borraccia ci dice una cosa molto semplice: dalla morte non si può ottenere nessuna lode, ma solo dalla vita.

3

Ma la lode a chi? A Dio. Questi è il Signore della vita, per cui è del tutto logico che quando l’uomo si sente “vivo”, lodi Dio; e invece quando si sente “morto”, non solo non lodi Dio, ma arrivi anche a ribellarsi contro di Lui.

4

Chi è il morto? Solamente il cadavere? No. E’ anche colui che si chiude alla vita, colui che non vuol capire il proprio mistero perché ciò gli costerebbe la fatica del “dipendere”, del rimettersi ad un giudizio altrui.

5

Se ci si riflette, è tutto logico. Infatti, per quale motivo dovrebbe essere riconoscente colui che ritenesse la vita un nulla, cioè solo un succedersi di fatti del tutto casuali?

6

La riconoscenza è l’esito di un’evidenza: che è accaduto qualcosa di grande, e che la propria vita è riflesso di una meraviglia.

7

Leopardi scrive ne Lo Zibaldone: “Anche l’amore della meraviglia par che si debba ridurre all’amore dello straordinario e all’odio della noia ch’è prodotta dall’uniformità.”

8

Insomma, la bellezza del vivere sta nello scoprire la meraviglia di essere stati pensati, voluti, desiderati e accompagnati.

9

Ma torniamo a ciò che stavamo dicendo. Solo chi è “vivo” può lodare il Signore.

8

Solo chi non si chiude dinanzi al mistero e alla bellezza della vita.

9

Solo chi riconosce che la vita è l’esito del Logos, cioè di un progetto di amore.

10

Cari pellegrini, allora decidiamoci di tornare sullo stesso prato dove abbiamo colto il fiore che non abbiamo saputo adeguatamente curare. Prendiamone un altro, ma questa volta stiamo attenti. Tornati a casa, mettiamolo in un bel vaso con dell’acqua e così non smarriremo quella bellezza…

11

…ma facciamo lo stesso soprattutto con noi: sappiamoci conservare nell’ “acqua” della Grazia e mai smarriremo il gusto della vita e della lode a Colui che è il Signore della vita.

Al Signore Gesù

Signore, la mia vita senza la tua Grazia, sarebbe come un fiore che ha perso la sua bellezza e giace da qualche parte tutto rinsecchito. 
Signore, fa che non ti abbandoni mai!

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, tu sei il fiore più bello che esiste.
Tu sei la rosa più bella del Paradiso.
Perché sei piena di Grazia.
Madre, fa che possa sempre rimanere un fiore “vivo”.
Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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