Borraccia n.259

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

259

L’ACQUA

“Non c’erano ancora abissi e io fui concepita…”

(Proverbi 8,24)

I SORSI

1

Cari pellegrini, tempo fa c’era uno spot pubblicitario in cui una vecchina che doveva portare dei pacchi su per le scale veniva improvvisamente aiutata da un giovane. Dopo l’aiuto, la vecchina lo guardava senza dire nulla, chiudendogli il portone in faccia. E lui di rimando: …nemmeno un grazie!

2

L’acqua di questa borraccia è costituita da alcune parole della lettura inserita nella Messa per la festa della Concezione Immacolata di maria. Si tratta di parole che parlano della Sapienza di Dio, le quali rimandano giustamente e opportunamente alla Vergine Maria.

3

L’Immacolata Concezione fu pensata da Dio sin dall’eternità: “Non c’erano ancora abissi e io fui concepita…”

4

Spostiamo la meditazione sul nostro essere creature, che non sono “piene di grazia” come la Vergine e che sono quello che sono.

5

Anche noi siamo stati pensati da Dio dall’eternità. Ovviamente non pensati come l’Immacolata. Non “preservati dal peccato”, ma comunque siamo stati pensati.

6

Ai nostri giorni dilaga un malessere che è quello dell’insicurezza. Sembra paradossale in un tempo in cui l’uomo è tecnologicamente più forte e più potente. Basta fare uso di qualche tecnica e si risolvono, o almeno si alleviano, i problemi. Un solo esempio: se si vuole in tempo reale far sentire la propria voce da un capo all’altro del mondo, basta possedere uno smartphone ed è fatta.

7

Eppure l’uomo si sente sempre più insicuro. Da qui le ansie, le malinconie, le depressioni. E si corre spesso dagli psicoterapeuti. I quali, se non sono ben orientati (e capite bene a quale orientamento ci riferiamo), finiscono con il fare ancora più danni.

8

Ma, cari pellegrini, immaginate che “psicoterapia” di successo sarebbe quella di ricordare: “Tu che ti ritieni incapace, tu che pensi che nessuno ti prenda in considerazione, tu che ti ritieni solo, tu che sei preda delle tue angosce… ti devi convincere che Dio ti ha pensato e voluto dall’eternità. E che dinanzi a Lui il tuo esserci vale quanto l’esserci di tutti gli altri uomini messi insieme.”

9

Ma perché allora non non ricordiamo questa bellezza della verità Cattolica? Dio ci ha pensati e voluti, meglio: mi ha pensato e voluto dall’eternità! Cioè prima che il mondo fosse …prima ancora che vi fossero gli abissi.

10

Insomma, Colui che è il Signore dell’universo, Colui che ha creato tutto, Colui a cui nulla sfugge, Colui che conosce millimetro per millimetro l’universo intero e che -come causa sussistente– è in tutto l’universo, millimetro e millimetro, mi ha pensato dall’eternità e mi offre la sua Compagnia!

11

Chesterton (1874-1936) scrive: “Io sosterrò sempre che il ringraziamento è la più alta forma di pensiero, e che la gratitudine non è altro che una felicità raddoppiata dalla sorpresa”. Verissimo: il ringraziamento è la “più alta forma di pensiero“.

12

Riflettere su ciò che abbiamo detto e non coglierne le conseguenze; o, ancora più gravemente, rifiutare queste conseguenze, vuol dire annullare la riconoscenza. La riconscenza che diventa necessariamente ringraziamento.

13

Il termine riconoscenza viene da riconoscere, cioè “nuovamente conoscere”. Quindi ogni volta che ringraziamo, riconosciamo e tutto ci ritorna in mente nella sua evidenza e nella sua urgenza.

14

Dunque -se riflettiamo- è proprio il ringraziamento lo stato che non solo apre l’uomo alla verità del suo esistere, ma è anche quello che risolve tutti si suoi problemi.

15

Bisogna ringraziare perché si vive.

16

Bisogna ringraziare perché si gioisce.

17

Bisogna ringraziare perché si soffre.

18

Per tutto, bisogna ringraziare!

19

Alle volte è difficile, ma la Verità non è una burletta. Molte volte costa, ma va riconosciuta ed ha i suoi diritti!

20

Cari pellegrini, non facciamo come quella vecchietta dello spot pubblicitario. Ringraziamo per tutto.

Al Signore Gesù

Signore, ti ringrazio per tutto.

Mi hai pensato dall’eternità e, per questo, sono certo che tutto ciò che stai permettendo e permetterai nella mia vita, è il meglio per me.

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, vengo da te per imparare a ringraziare il Tuo Divin Figlio.

Tu hai ringraziato sempre.

La Tua vita è stata tutta un ringraziamento, anche conoscendo il dolore a cui saresti andata incontro.

Con Te, ringrazierò anch’io… sempre!

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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