La Borraccia per il 22 dicembre

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

(273)

L’ACQUA

Se gli occhi saranno sani, la luce ti darà gioia. Se gli occhi non saranno sani, la luce ti sarà un tormento. Non ti sarà permesso di vedere col cuore non puro ciò che si vede solo col cuore puro.
(Sant’Agostino d’Ippona – Discorsi, 53)

I SORSI

1

Cari pellegrini, molti di voi conosceranno il famoso romanzo di Stevenson, “Il dottor Jeckyll e mister Hyde”. Vi ricordiamo brevemente la trama: lo stimatissimo dottor Jeckyl crea una speciale pozione che trasforma i connotati dell’uomo, li rende mostruosi; e soprattutto rende l’uomo malvagio e assassino. Sperimenta la pozione su di sé e la notte si trasforma in mister Hyde diventando una sorta di serial killer. Ma la mattina seguente riesce sempre a tornare lo stimatissimo dottor Jeckyll… fin quando il “gioco” non si rompe e non riesce più a tornare come prima.

2

Ovviamente si tratta di un romanzo fantastico che soprattutto vuole mettere in evidenza la questione della doppia personalità, la quale alle volte può caratterizzare il comportamento umano. Ma non è solo questo. Ci piace utilizzare questo romanzo per dire una cosa che è importantissima nella vita cristiana.

3

Spesso ci si illude di poter “separare” il piano comportamentale da quello mentale. Si pensa: “Anche se vivo disordinatamente nel mio corpo, cercherò sempre di essere ordinato nel mio modo di pensare.” E’ un’illusione. Come giustamente ha detto qualcuno: …non si vive mai come si pensa, si finisce piuttosto sempre col pensare come si vive.

4

C’è una verità indiscutibile della teologia spirituale che dice che la sapienza è sempre esito della temperanza. L’intemperante può conoscere tante cose, può aver letto anche intere biblioteche, ma non potrà mai essere sapiente. Il disordine del corpo diventerà, prima o poi, ma inevitabilmente, disordine mentale.

5

Ecco perché oggi ci sono tanti intellettuali che dicono tali sciocchezze che anche un bambino delle elementari potrebbe facilmente metterli in crisi. E il sorprendente è che questi “cervelloni” non si accorgono di quanto assurde e contraddittorie siano le loro argomentazioni.

6

La Madonna a Fatima disse che i peccati che fanno andare più all’Inferno sono quelli della carne. Si potrebbe obiettare: i peccati ontologicamente più gravi non sono quelli relativi al Primo Comandamento? Certamente. Ma i peccati della carne non solo sono quelli più facili a farsi, sono anche quelli che “bestializzano” il corpo e, “bestializzato” il corpo, si finisce col “bestializzare” anche la mente.

7

La bellezza delle parole di sant’Agostino che abbiamo utilizzato come acqua della borraccia di oggi: “…non ti sarà permesso di vedere col cuore non puro ciò che si vede solo col cuore puro.”

8

Platone giustamente dice: “Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.”

9

Chi ha paura della luce? Chi non è preparato e adattato a contemplarla. Gli occhi ammalati non possono sopportare la luce, dice sant’Agostino. Vale lo stesso per l’anima “ammalata” dal peccato.

10

Il Libro di Giobbe al capitolo 24 dice: “Quando non c’è luce si alza l’omicida per assassinare il misero e il povero; nella notte s’aggira il ladro. L’occhio dell’adultero attende il buio e pensa: Nessun occhio mi vedrà! E si cala sul viso una sciarpa. Nelle tenebre si forzano le case. Tutti costoro di giorno se ne stanno nascosti, non vogliono saperne della luce.”

Al Signore Gesù

Signore, ti chiedo la grazia di mantenere sani i miei occhi, sani nel senso di essere libero dal peccato, affinché il mio sguardo possa reggere l’infinita bellezza del tuo.

Alla Regina dello Splendore

Madre, Tu sei la purezza per eccellenza.

Coloro che hanno avuto il privilegio di vederti già questa terra sono rimasti incantati dal tuo sguardo.

Uno sguardo di Paradiso.

Uno sguardo immacolato.

Uno sguardo pieno della luce di Dio.

Voglio, Madre, sempre fissare il tuo sguardo, come il bambino che fissa intensamente la madre quando da lei prende il latte.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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1 Comment on "La Borraccia per il 22 dicembre"

  1. Pensiamo anche a Tolkien: Gollum, gli Orchi, anche Morgoth stesso non amano la luce, e l’orrenda Ungoliant è talmente ricolma di tenebre che si nutre della luce stessa, pretendendo anche i Silmaril. Così è quando si vive nelle tenebre e quando si perde l’orientamento dato dalla lampada accesa, dalla fiammella del Tabernacolo, dal sole che è Cristo.

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