La Borraccia per il 1° settembre

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

(297)

L’ACQUA

“Considero ogni cosa come una perdita, a confronto del vantaggio sovraeminente che è la conoscenza di Cristo Gesù, Signore mio.”

(Filippesi 3)

I SORSI

1

Cari pellegrini, chissà quante volte vi sarà capitato di fare la spesa in un supermercato. Ebbene, qualche volta vi sarà anche capitato un fatto un po’ anomalo. Di essere andati lì senza una precisa lista delle compere, aver visto tante cose piacevoli e attraenti, aver riempito il carrello, aver pagato alla cassa… e poi -a casa- aver notato di aver comprato tanto, ma non il necessario, cioè ciò di cui avevate davvero bisogno.

2

Nell’acqua di questa borraccia san Paolo dice chiaramente che nulla vale se non la conoscenza di Cristo.

3

Anzi, afferma che è bene perdere al fine di trovare la conoscenza di Cristo.

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In realtà è così. E’ tutto perfettamente logico. Se Cristo è la Via, la Verità e la Vita, ciò che è conta è Cristo e solo Lui. Il resto non serve.

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Il resto può arricchire, ma non sostituire.

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Il resto può arricchire sì, ma sempre a condizione che Cristo stesso ne sia il “sapore”.

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Come il sale: senza di esso, anche le pietanze migliori e cucinate nel miglior modo possibile, non hanno il sapore necessario per farsi  adeguatamente gustare.

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Ma -si potrebbe obiettare- qui si parla di conoscenza. Dunque si tratterebbe semplicemente di sostituire ad alcune conoscenze un’altra conoscenza?

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In realtà non è così ed è stesso san Paolo che ce lo dice. Egli infatti afferma che si tratta sì di una conoscenza, ma di una “…conoscenza di Cristo Gesù, Signore mio

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In quel “Signore mio” c’è una precisazione importante. Non basta conoscere Cristo, occorre far sì che Cristo signoreggi nella vita. Occorre, cioè, che Cristo diventi il criterio di giudizio di ogni agire, di ogni pensiero, di ogni giudizio.

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Già!…il giudizio. Dolenti note! Oggi quale cattolico giudica “cattolicamente” i fatti?

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Giudicare “cattolicamente” i fatti vuol dire far sì che tutto venga letto secondo la prospettiva cattolica; che la fede non sia separata dalla vita e dalla cultura, ma che diventi lievito per assaporare tutto e dar senso a tutto.

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Dunque, il necessario è conoscere Cristo. Conoscerlo davvero nel senso di cui abbiamo parlato.

14

Al di là di Cristo c’è il nulla. Si crede di aver conosciuto, ma non si è conosciuto nulla…

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…come quando si va al supermercato senza le idee chiare: si prende, si spende… e poi ci si ritrova con il portafogli vuoto per aver acquistato il superfluo.

Al Signore Gesù

Signore, Tu sei tutto.

Tutto, ovvero il necessario e l’indispensabile.

Il resto, senza Te, è solo nulla.

Alla Regina dello Splendore

Madre, quando abbracciavi il tuo Divin Figlio, sapevi di abbracciare il Tutto.

Lo hai portato dentro di Te questo Tutto.

Lo hai generato.

Da Te vengo per confermare questa verità: che solo il tuo Divin Figlio è necessario!

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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