La Borraccia per il 13 luglio

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

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L’ACQUA

Tutto ciò che è fatto per il Regno dei Cieli deve essere grande, perché in Cielo non entra nulla che non sia grande.”

(Sant’Agostino d’Ippona)

I SORSI

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Cari pellegrini, da bambini (ma forse anche più in là) vi sarà capitato di leggere i fumetti di Paperino. Ebbene, quel riuscitissimo personaggio (dalla morale tutt’altro che condivisibile) di zio Paperone a che deve la sua ricchezza? Al suo primo penny guadagnato facendo il lustrascarpe. Penny da lui chiamato la Numero 1. Un penny per lui talmente importante che lo conserva in una teca a mo’ di trofeo…

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Sant’Agostino d’Ippona (354-430) nell’acqua di questa borraccia dice che tutto ciò che si fa per Dio deve essere grande. Il motivo? Perchè in Cielo non entra nulla che non sia grande.

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Grande, in questo caso, cosa vuol dire? Fondamentalmente due cose. La prima è la la perfetta conformazione al fine. La seconda è la dimensione eroica.

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Perfetta conformazione al fine vuol dire che ogni cosa che si fa la si deve fare per il Bene. Attenzione, però, per il bene con la “B” maiuscola. Cioè un bene che sia nell’oggettività del reale e non pensato e creato arbitrariamente dalla nostra mente. Ciò che è davvero Bene, non ciò che pensiamo sia per noi il bene.

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Il Bene con la “B” maiuscola è Dio stesso. Dunque, tutto si deve fare per Dio. Ovvero, si deve fare ciò che è pienamente conforme alla volontà di Dio.

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Ma c’è un’altra cosa da tener presente: è grande ciò che è eroico.

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E qui c’è un aspetto su cui non sempre ci si riflette. Si pensa che la dimensione eroica sia nel fare chissà quale impresa, nell’organizzare chissà quale coraggiosa iniziativa. Certo, quando questo occorre, non bisogna tirarsi indietro ed essere adeguatamente coraggiosi.

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Ma non è solo questo l’eroismo. Anzi, non è soprattutto questo l’eroismo. Se fosse solo questo, pochi sarebbero chiamati a tale dimensione.

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Invece la Verità Cattolica ci vuole tutti eroi. Si, avete capito: tutti siamo chiamati all’eroismo. In quanto questo (l’eroismo) è l’orientarsi costantemente al giusto fine. “Costantentemente”, cioè nell’ordinarietà del tempo.

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Anzi, si può verificare una cosa paradossale, e cioè che un gesto ordinario sia più eroico di un gesto straordinario. Un gesto eroico, così come siamo portati ad immaginare, cioè eclatante, si fa per un momento, un minuto, un’ora, un giorno e poi? Invece ciò che è giusto fare lo si deve fare attimo dopo attimo, minuto dopo minuto, ora dopo ora, giorno dopo giorno, insomma per tutta la vita. Si tratta spesso di un eroismo più difficile, ma che diventa la colonna sonora dell’intera vita.

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Non c’è eroismo più grande di un’ordinarietà tutta orientata perfettamente e costantemente al Fine, cioè a Dio.

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Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) scrive: “Per quanto io riesca a capire, si reputa straordinario il fatto che un uomo sia normale, ordinario. Io sono ordinario nel senso più comune del termine, il che significa accettare un ordine, un Creatore e la creazione, e provare un senso di gratitudine per essa, ritenere la vita e l’amore quali doni costantemente buoni, il matrimonio e la galanteria quali leggi che giustamente li controllano e approvare le altre normali traduzioni comuni al nostro popolo e alla nostra religione”.

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Non esiste un tesoro in sé, in astratto. Il tesoro è sempre un insieme di singoli oggetti che hanno un piccolo valore, ma che messi insieme fanno un tesoro… come il famoso deposito di zio Paperone: una montagna di singole monetine di poco valore. Così dovrà essere il nostro tesoro nei Cieli: una montagna di comuni gesti, ordinati perfettamente al giusto fine, compiuti nell’ordinarietà del tempo che il Signore ci avrà donato.

Al Signore Gesù

Signore, Tu non mi chiami a fare cose eclatanti, ma mi chiami ugualmente a fare cose grandi.

Rendimi fedele alla grandezza della piccolezza.

Fa che in tutti i momenti del mio vivere, faccia tutto per Te.

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, tutta la tua vita è stata all’insegna dell’ordinarietà.

Il Signore non ti ha chiesto il martirio fisico, bensì di corrispondere sempre perfettamente al suo volere fino ad accettare l’offerta che Egli faceva di sé al Padre.

In questo c’è la tua santità, che non ha uguali in tutto l’universo.

Da Te vengo ad attingere questa Bellezza.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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