La Borraccia n.306

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

306

L’ACQUA

“Fermezza nei princìpi, dolcezza nei mezzi: ecco il suggello della verità.”

(Padre Pollien – Cristianesimo vissuto)

I SORSI

1

Cari pellegrini, chi ha avuto bambini piccoli da non molto tempo capirà. Quando questi si ammalano con complicazioni influenzali, i pediatri prescrivono degli antibiotici a sciroppo. Una delle domande tipiche che i genitori rivolgono al medico è: Lo sciroppo ha un buon sapore? Perché altrimenti diventa difficile darlo al bimbo. Infatti, se lo sciroppo non è dolce e gradevole, c’è il rischio che il bambino faccia i capricci e lo rifiuti senza ingoiarlo, rendendo difficile la terapia.

2

Cari pellegrini, la Verità ha un’evidenza intrinseca. Cioè di per sé convince.

3

Certo, occorre avere anche lo sguardo limpido per poter vedere. Così come occorre possedere anche un’intelligenza non contaminata da pregiudizi, per poter capire.

4

Ed è qui il punto dolente. Dinanzi all’evidenza del Vero, spesso si fa fatica a riconoscere e ad assentire.

5

Il Vero conserva la sua potenza, ma ad essere depotenziati possono essere quelle facoltà che hanno il dovere di riconoscerlo.

6

Partiamo dal concetto di “dovere”. Che grande sciocchezza è pensare che il Vero non debba essere imposto. E che grande sciocchezza è pensare che l’errore possa avere dei diritti pari a quelli della Verità.

7

Infatti, tutti coloro che sono convinti di tali sciocchezze finiscono inevitabilmente di fare della propria personale opinione una verità assoluta, da imporsi a tutti indipendentemente. E si finisce con la cosiddetta “dittatura del relativismo”.

8

Il dovere di riconoscere la Verità è quanto di più umano possa esistere.

9

E’ infatti proprio il dovere di riconoscere la Verità che suscita quel sentimento straordinario che è la meraviglia. Vera chiave di ogni autentica sapienza.

10

Dinanzi alla bellezza della Verità, l’intelligenza umana deve commuoversi, nel senso letterale del termine, ovvero “muoversi a favore di esso”.

11

Dire che sarebbe possibile anche non farlo, vorrebbe significare spingere l’uomo ad un’apatia assurda, anti-umana e perfino bestiale.

12

Padre Pollien (1853-1936), però, nell’acqua di questa borraccia afferma che la Verità deve essere presentata con la dolcezza dei mezzi. Egli dice infatti: “Fermezza nei princìpi, dolcezza nei mezzi: ecco il suggello della verità.”

13

Se ci si riflette, è proprio il dovere di riconoscere la Verità che dovrebbe spingere ad una dolcezza dei mezzi affinché l’ignorante possa conoscere la Verità stessa.

14

S’impone duramente una cosa quando si dubita che questa possa non essere persuasiva. Se invece si è convinti che ciò che si afferma è vero, allora ci si affida più al contenuto di ciò che si dice che al come lo si dice.

15

Non a caso -filosoficamente- erano i sofisti, i quali non credevano nella verità oggettiva, a pensare che dalla tecnica retorica potesse generarsi il fascino verso il nulla che loro pretendevano esprimere.

16

Qui evidente come padre Pollien si basi su un principio consolidato di Teologia Spirituale che dice: fortiter in re, suaviter in modo, ovvero forti nei principi, dolci nei modi.

17

La dolcezza, paradossalmente, ha una prepotenza irresistibile. Fa accettare tutto.

18

Come gli antibiotici fatti per i bambini, con la loro dolcezza nascondono la forza della sostanza che distruggerà i batteri.

Al Signore Gesù

Signore, Tu hai parlato di mitezza e come agnello mansueto sei andato al macello.

Quella tua dolcezza ha salvato il mondo.

Eppure sei esigente. Non hai mai edulcorato la Verità. Mai l’hai nascosta.

Anzi, hai affermato che senza la Verità (che sei TU), non c’è Via né Vita di salvezza: Io sono la Via, la verità, la Vita (Giovanni 14).

Fa che anch’io, nella mia indegnità, possa essere fermo sui principi, ma sempre dolce nei modi.

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, non c’è creatura più dolce di Te… e non c’è creatura che più manifesta la Verità di Te.

Tu hai generato la Verità.

Tu ce l’hai donata.

E Tu la testimoni con la più grande tenerezza e delicatezza.

Vengo da Te per mettermi alla scuola di questa bellezza.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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