La Borraccia per il 5 gennaio

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

(308)

L’ACQUA

Maria senza alcun peccato ha generato al corpo il Capo, la Chiesa nella remissione di tutti i peccati ha partorito al Capo il corpo. Tutti e due sono madri di Cristo, ma nessuna delle due genera il tutto senza l’altra. Perciò giustamente nelle scritture divinamente ispirate quel che è detto in generale della Vergine madre della Chiesa, s’intende singolarmente della Vergine madre Maria; e quel che si dice in modo speciale della Vergine madre Maria, va riferito in generale alla madre Chiesa.”

(Isacco della Stella  – Discorsi)

I SORSI

1

Cari pellegrini, un neonato sta piangendo. La mamma lo prende, lo stringe a sé e d’incanto il bimbo si rasserena. Forse ancora non ha la possibilità di osservare la mamma, ma sente il suo odore perché è stato nel grembo per nove mesi. Basta questo per renderlo sereno.

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Nell’acqua di questa borraccia il monaco cistercense Isacco della Stella (?/1171) parla dell’unione strettissima che c’è fra la Vergine Maria e la Chiesa. Utilizza un significativo gioco di parole parlando della Madonna come colei che ha generato il Capo alla Chiesa e parla della Chiesa come ciò che ha donato il Corpo al Capo.

3

Meditiamo su questo rapporto: Maria-Chiesa.

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La Madonna è Madre della Chiesa, perché ha generato Colui che è il Capo della Chiesa stessa. E già solo il Capo è tutta la Chiesa.

5

Questo è talmente evidente, che nel medioevo si soleva far iniziare l’anno nuovo dalla festa dell’Annunciazione, ovvero dal momento in cui l’Immacolata, acconsentendo all’Angelo, fece sì che avvenisse l’Incarnazione.

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Questo rapporto costitutivo tra l’Immacolata e la Chiesa c’impone l’evidenza di una bellezza della Verità Cattolica che non si può ragionevolmente negare, ovvero che tutta la fede cattolica, e quindi la vita che da questa fede deve alimentarsi, è all’insegna della tenerezza e dolcezza materne.

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Quando si parla della necessità della devozione mariana, e quindi del fatto che non si può essere cristiani se non si è mariani, si dice giustamente che come Maria ci ha donato Cristo, così per tornare a Cristo si deve passare attraverso Colei che ce lo ha donato.

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A questo si deve aggiungere anche un’altra cosa. Una cosa che è conseguenza di ciò che abbiamo appena detto. Ovvero che nella vita di ogni cattolico, che è vita della e nella Chiesa, aleggia la presenza di una Mamma.

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Anche quando dovesse capitare che non si fa riferimento diretto alla Madonna, tutto avviene grazie a Lei e alla sua tenera e dolce presenza.

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Ripetiamo: tenera e dolce presenza.

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Tenera, perché la sua umiltà ha fatto sì che potessimo essere generati alla grazia dopo la catastrofe del peccato originale.

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Se la Madonna avesse fatto resistenza orgogliosa, nessuno di noi avrebbe potuto concorrere alla salvezza.

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E’ stata la sua tenerezza di umilmente accettare, e di non resistere duramente, che ha salvato la Storia.

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Dolce, perché la sua presenza è presenza di madre, cioè di accoglienza e di calore.

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Cosa sarebbe stato stato della Storia e della Chiesa senza questa accoglienza e questo calore?

16

il poeta austriaco Adalbert Stifter (1805-1868) dice: “Il cuore materno è il più bel posto del figliuolo, e il più improbabile a perdersi, anche se egli ha già i capelli bianchi… e ciascuno ha nell’intero universo un unico cuore così fatto.”

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La bellezza di cogliere questa presenza onnicomprensiva dell’Immacolata è appunto ciò che dice Stifter: sapere che il cuore materno c’è, e che non c’è posto più sereno di questo. Ma soprattutto che anche se l’universo è enorme e grandissimo, alla fine esso si riduce alla ricerca di questo posto.

Se quel bambino da cui siamo partiti potesse capire e gli si potesse domandare: Adesso vuoi tua mamma o l’universo intero? Sceglierebbe senz’altro la mamma!

Al Signore Gesù

Signore, ti ringrazio per avermi donato tua Madre.

Ti ringrazio per avermi offerta la più bella verità che possa esistere: la tua regalità unita indissolubilmente alla tenerezza di una Madre.

Alla Regina dello Splendore

Madre, la tua presenza mi avvolge.

Nulla voglio fare senza di Te.

Tienimi sempre la mano e fammi assaporare la tua tenerezza e la tua dolcezza.

Che queste mi guidino nella battaglia in favore della regalità del Tuo Divin Figlio.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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