La Borraccia per il 3 luglio

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

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L’ACQUA

Io sono frumento di Cristo; possano i denti delle belve macinarmi come il grano, per fare di me un pane senza impurità. lasciatemi imitare la passione del mio Dio. Solo ora comincio ad essere un vero discepolo. Fuoco, croce, corpo a corpo con le belve, laceramenti, squartamenti, amputazione delle membra, stritolamento di tutto il corpo, che le più crudeli torture del demonio mi siano inflitte., purché io possegga Gesù Cristo.

(Sant’Ignazio di Antiochia)

I SORSI

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Cari pellegrini, stiamo gustando del pane freschissimo, appena uscito dal forno. E’ talmente fragrante e delicato che sembra sciogliersi in bocca. Se si gusta lentamente, si avverte una soddisfazione del palato. La morbidezza addolcisce e sembra dare energia alle nostre idee.

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Le parole che fanno da acqua di questa borraccia le scrisse sant’Ignazio di Antiochia (35-108) mentre andava a Roma a subire il martirio.

3

Egli parla di ciò che lo toccherà come se fosse una cosa “normale”.

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Volutamente utilizza immagini fortissime (macerazione delle carni a causa dei denti delle belve, laceramenti, squartamenti, amputazione delle membra, stritolamento del corpo…) inquadrandole in una prospettiva: non tradire Gesù Cristo per veramente possederlo.

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Ciò ci dà la possibilità di due riflessioni. La prima riguarda la grandezza dell’uomo. Meglio: la potenziale grandezza dell’uomo. La seconda è che l’uomo, per essere davvero grande, deve possedere un’ancora più grande motivazione.

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Potenziale grandezza dell’uomo cosa vuol dire? Che l’uomo con la sua libera volontà ha la possibilità di superare non solo qualsiasi disagio, ma anche qualsiasi terrificante dolore. Superare non nel senso di annullare, bensì nel senso di affrontare.

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L’uomo, con la sua volontà, può accettare il dolore più tremendo piuttosto che cedere sull’ideale che si è scelto.

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Questo è un fatto, perché confermato da tanti fatti! E’ un fatto che ci fa capire quanto l’uomo non sia un animale un po’ più sviluppato, ma qualcos’altro. E’ uno spirito incarnato.

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Ma (è passiamo alla seconda riflessione) perché l’uomo riesca in questo, è necessario che abbia una motivazione grande, talmente grande da sfondare lo spazio e il tempo, cioè il limite della sua terrena esistenza.

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Sant’Ignazio lo dice. Accetterò che le belve mi sbranino affinché possa possedere definitivamente Gesù Cristo, avendo scelto di non rinnegarlo.

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C’è un’immagine che ci colpisce ancora di più. Sant’Ignazio dice che è suo desiderio divenire frumento di Cristo e vuole che i denti delle belve lo possano macerare per divenire pane senza impurità.

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E’ il senso della vita cristiana: la sofferenza purifica.

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E’ il grande mistero della Croce!

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Perché sant’Ignazio possa divenire pane senza impurità, occorre che venga macinato…

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…così come il grano può divenire pane fragrante, morbidissimo e dolcissimo, solo se è macinato adeguatamente.

Al Signore Gesù

Signore, anch’io ribadisco (nella mia più completa indegnità) che voglio possederti per l’eternità.

Questo è ciò che voglio. E se per questo dovrò soffrire, dammi Tu la forza per accettare qualsiasi cosa.

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, penso a quando accarezzavi la pelle martoriata del tuo Divin Figlio.

Morto, lo avevi tra le braccia e continuavi ad accarezzarlo.

Sapevi che Egli, come Dio, non era morto e che continuava a trionfare in Cielo, ma sentivi il bisogno di accarezzare quelle piaghe.

Madre, solo insieme a Te, si può vivere il mistero del dolore, così come Cristo vuole.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è verità, Bontà e bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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