La Borraccia n.326

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

326

L’ACQUA

Una delle maggiori tragedie umane della storia è quella per cui Colui che ha appeso l’universo sul nulla pre-esistente è stato poi appeso ad una croce.

(Venerabile monsignor Fulton John Sheen)

I SORSI

1

Cari pellegrini, il Cristianesimo è la religione dei paradossi. Attenzione però: il paradosso non è la contraddizione. Quest’ultima si verifica quando salta la logica, il paradosso invece quando si va oltre la logica. C’è infatti una differenza tra l’essere “contro la ragione” e l’essere “oltre la ragione”. Nel primo caso si salta la logica, nel secondo si va oltre la logica, ma non la si contraddice.

2

Il primo grande paradosso del Cristianesimo è l’Incarnazione: Dio che non si limita ad apparire uomo, ma che diventa veramente uomo. Da qui, poi, tutta una serie di paradossi. Tra tutti quello magnificamente cantato da Dante nel Canto XXXIII del Paradiso allorquando parla della Madonna come Colei che è “figlia di suo Figlio”.

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In questa borraccia dobbiamo riflettere su un altro paradosso cristiano, un paradosso dolorosissimo: la Crocifissione di Gesù.

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Non si tratta di riflettere solo sul fatto che Dio, nella sua infinita potenza, si fa crocifiggere senza reagire; eppure con un solo cenno avrebbe potuto tramortire tutti quegli aguzzini. No, non è tanto su questo che dobbiamo riflettere, quanto su un fatto che è magnificamente espresso dalle parole dell’acqua di questa borraccia.

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Monsignor Fulton John Shenn (1895-1979), dichiarato “venerabile” da papa Benedetto XVI, fu arcivescovo cattolico nonché famoso telepredicatore. Questi scrive “giocando” su un concetto: l’ “essere appeso” come segno di precarietà. Pone questa condizione come chiave per capire l’esistere; e giustamente dice che si tratta della tragedia più grande della Storia.

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Cosa è la realtà in cui noi siamo se non l’ente finito che partecipa della pienezza dell’Essere infinito che è Dio? Ebbene, tale realtà esiste perché Dio ha fatto in modo che esista, e nella sua potenza l’ha “appesa sul nulla”.

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Gesù ha fatto questa stessa esperienza nella condanna. Si è (Lui che è l’Onnipotente!) sottoposto alla volontà del Padre accettando di essere anch’Egli “appeso”.

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La condizione di essere “appeso” richiama la totale dipendenza.

9

Cosa può fare un uomo appeso se non essere in balìa di chi l’ha appeso?

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E qui -come dice bene monsignor Fulton John Sheen- c’è la vera tragedia umana. Il massimo atto luciferino (non a caso il vero “regista” della Passione fu il demonio) è il deicidio!

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L’uccisione teorica di Dio, che viene proclamata dal pensiero moderno e soprattutto da quello post-moderno, è qualcosa di terribile, ma non è nulla rispetto a ciò che avvenne sul Calvario.

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Però (c’è un “però”!) Dio pone sempre l’ultima parola e l’ultimo verdetto, offrendo una possibilità risolutiva: scegliere il paradosso seguendo Cristo fin sul Calvario per essere anche noi “appesi” con Lui.

Al Signore Gesù

Signore, tutta la Storia si sintetizza nella tragedia del Calvario.

Io non voglio codardamente fuggire, voglio anch’io stare lì… ma dalla parte giusta.

Voglio anch’io accompagnarti e adorarti fino alla tua Morte per me.

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, tu era lì.

Soffrivi, ma confidavi.

Mai la tua fede è venuta meno.

A te, quel paradosso, è stato subito chiarissimo… anzi, è stato chiaro fin dal momento in cui l’Angelo venne da te.

Voglio, Madre, stare accanto a Te per capire anch’io e per confermare l’unica scelta giusta che si possa fare.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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