La Borraccia del 16 maggio

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi ogni tanto. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione, che si sorseggia ogni tanto. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

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“Dice Gesù: ‘Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.”
(Giovanni 15)

I SORSI

1

Cari pellegrini, l’esempio che faremo adesso non è dei più “politicamente corretti” in questi tempi di pacifismo consolidato, ma ci va di farlo. D’altronde i grandi maestri di spiritualità non hanno mai rinunciato ad esempi di questo tipo.

2

Immaginiamoci nei pressi di un campo di battaglia. Ci sono due eserciti che si fronteggiano. Abbiamo quattro possibilità: scappare via, rimanere a guardare senza parteggiare, scegliere e parteggiare per un esercito, oppure scegliere e andare a combattere tra le fila dell’esercito che si è scelto.

3

Cari pellegrini, forse avete mai riflettuto sul fatto che nel “Pater” diciamo “sia fatta la tua volontà” e non “sia pensato il tuo pensiero”?

4

Il rapporto con Dio, infatti, non è primariamente sul piano intellettuale, bensì su quello dell’amore, cioè della conformazione della propria volontà alla volontà di Dio.

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Non che il rapporto “intellettuale” non sia importante, ma è importante nella misura in cui figura come un approccio propedeutico: prima si deve conoscere ciò che si può conoscere di Dio e poi Lo si deve amare.

6

E’ sull’amore e non sulla conoscenza che si verrà giudicati. Tant’é che il miglior conoscitore di teologia è Lucifero, eppure egli sta dove sta: nell’inferno. Ha conosciuto, ma non ha amato.

7

Dunque, conformazione alla volontà di Dio.

8

Gesù lo dice chiaramente nelle parole che abbiamo scelto come acqua di questa borraccia: se si osservano i comandamenti di Dio (conformazione alla Sua Volontà), si rimane nell’amore di Dio, cioè lo si ama davvero.

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E Gesù stesso precisa che Lui ha fatto così: “…come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

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Meditando su queste parole, si capisce perché il Cristianesimo è la religione dell’amore per eccellenza. Non perché si debba sempre essere sdolcinati e accondiscendenti, tutt’altro (il Cristianesimo è esigente e rigoroso… non rigorista, ma rigoroso), bensì perché si basa sulla conformazione della volontà della creatura alla volontà di Dio.

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Cari pellegrini, con un po’ di sottigliezza e di sana pignoleria, possiamo dire che ci sono delle religioni che impongono esclusivamente una “scelta”, mentre il Cristianesimo impone non solo una scelta, ma anche un’adesione.

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Mentre l’Ebraismo o l’Islam si fondano su un rapporto “formale”, dove non c’è una “vita interiore” bensì ciò che conta è operare una “scelta”, appunto “formale”, ma senza che questa scelta tocchi profondamente l’animo e comporti dei radicali cambiamenti di vita, il Cristianesimo è invece “adesione” del cuore e disposizione -con la volontà- di conformare tutta la propria vita secondo questa “adesione”.

13

Scegliere non basta, occorre scegliere per aderire. Ed ecco il senso dell’immagine da cui siamo partiti: chi sceglie senza combattere, è un vile!

Al Signore Gesù

Signore, fammi osservare pienamente i tuoi comandamenti.

Fammi rimanere nel tuo amore.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, stretto a Te, i comandamenti del tuo Divin Figlio saranno per me la luce.

Saranno l’unico senso e criterio della mia vita.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

 


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