Borraccia n.57

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi ogni tanto. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione, che si sorseggia ogni tanto. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

57

L’ACQUA

Nella croce e nella sofferenza, non trovo altra consolazione che Cristo

(Beata Anna Schaeffer)

I SORSI

1

Cari pellegrini, è giusto ed opportuno che quando ci vestiamo non mettiamo gli indumenti a caso. Vien più che naturale che si abbinino i colori, che gli indumenti siano ben puliti e stirati. Non farlo sarebbe cadere nella sciatteria e non è cosa buona. San Pio da Pietrelcina diceva che è meglio un saio rattoppato ma pulito, piuttosto che integro ma sporco.

2

Ciò dunque nei casi ordinari. Cioè quando tutto lo rende possibile. Ma immaginiamo di trovarci a camminare sotto un improvviso temporale. Non abbiamo con noi un ombrello, non ci sono ripari. L’acqua ci viene giù a più non posso… E’ evidente che in quei momenti non si veda l’ora di arrivare a casa per cambiarsi e indossare degli indumenti che siano asciutti. E se non potessimo arrivare a casa e ci fosse qualcuno che ci ospitasse offrendoci una cambiata, accetteremmo di tutto senza pensare di abbinare i colori degli abiti o vedere se quei pantaloni o quella giacca calzi bene o male. Ciò che ci interessa in quel momento è solo toglierci di dosso il bagnato e indossare l’asciutto.

3

Cari pellegrini, la beata Anna Schaeffer (1882-1925) è stata un’anima di grande, anzi: grandissima sofferenza. La maggior parte della sua non lunga vita l’ha trascorsa a letto con sofferenze atroci. Ella stessa ha detto di non aver avuto nella sua esistenza almeno un quarto d’ora in cui il dolore l’abbandonasse. Ebbene, le sue parole che fanno da acqua a questa borraccia dicono: Nella croce e nella sofferenza, non trovo altra consolazione che Cristo.

4

La Beata ci dice che solo Cristo si presentava a lei come consolazione nel dolore e nella sofferenza. Solo Cristo consolava la sua croce.

5

Questo fa capire quanto sia pedagogicamente importante la croce per tutti noi e perché Dio la permette nella nostra vita. Senza di essa, non capiremmo che solo Cristo può essere conforto per noi.

6

Senza la croce ci illuderemmo che possa bastarci altro. Che gli idoli possano riempire la nostra vita. Che ciò che è futile possa occupare i nostri pensieri e le nostre attese.

7

Lo scrittore francese Louis-Ferdinand Céline (1894-1961) nel suo romanzo Viaggio al termine della notte dice che “…soltanto le distrazioni possono veramente impedirci di morire” E invece è proprio il contrario: ciò che è davvero alternativo alla morte è non distrarsi, bensì andare alla sostanza del nostro essere, è andare oltre la nostra precarietà per incontrare Colui che ha sofferto vincendo la sofferenza e che è morto vincendo la morte.

8

La beata Schaeffer ha ragione: è nella sofferenza che s’incontra il Vero e ci si consola con questo Vero. E’ nella Croce di Cristo che ci si consola con Cristo.

9

Un Cristianesimo senza la Croce è un Cristianesimo senza Cristo.

10

E’ nel bisogno che si capisce chi davvero può soddisfare il bisogno. Solo quando si è inzuppati di acqua si capisce che si ha bisogno solo dell’asciutto!

Al Signore Gesù

Signore, ti ringrazio per tutto ciò che permetti nella mia vita.

Ti ringrazio anche e soprattutto per le croci che mi doni, perché sono queste che mi riconducono veramente a Te… unico vero Bene!

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, io voglio stringermi a Te e farmi condurre da Te per ottenere il massimo mio bene: il Tuo Divin Figlio.

Se la croce è dura, so che Tu mi sarai a fianco e mi indicherai il Tuo Gesù come unica consolazione.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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