La Borraccia del 26 giugno

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi ogni tanto. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione, che si sorseggia ogni tanto. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

(79)

L’ACQUA

Quam’ero ragazzino, mamma mia
me diceva: “Ricordate fijolo,
quanno te senti veramente solo
tu prova a recita n’Ave Maria.
L’anima tua da sola spicca er volo
e se solleva, come pe’ maggia”.
Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato;
da un pezzo s’è addormita la vecchietta,
ma quer consijo nun l’ho mai scordato.
Come me sento veramente solo
io prego la Madonna benedetta
e l’anima da sola pija er volo!

(Trilussa)

I SORSI

1

Cari pellegrini, forse in un film -o per davvero- avrete visto un dirigibile. La cosa che sorprende vedendo un aeromobile del genere è la sua apparente pesantezza, ma soprattutto la sua linea tutt’altro che agile. Il dirigibile è tozzo, elefantiaco… eppure vola. E nel volare sembra leggerissimo.

2

Abbiamo fatto un’eccezione. L’acqua di questa borraccia non è presa da un autore spirituale né tantomeno dalle Scritture, ma da un autore profano, il poeta romano che scriveva in romanesco, Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri, in arte Trilussa (1871-1950).

3

Non ci è sembrato opportuno spezzare questa bella poesia, ma vorremmo, cari pellegrini, che vi soffermaste soprattutto nell’idratarvi con questo passaggio: “L’anima tua da sola spicca er volo
e se solleva, come pe’ maggia.”

4

Spiccare il volo per magia. Qui c’è la sintesi della potenza che ha l’invocazione alla Madonna, cioè cosa davvero può donare l’invocazione del Nome Santo di Maria.

5

Invocare il Nome Santo di Maria significa desiderare la compagnia della Madonna e ottenerla… e Maria, che è madre, risponde!

6

La compagnia della Madonna fa spiccare il volo. Perché? Perché Maria è la Madre Celeste, cioè la Madre che non solo conduce al Cielo (non si va in Paradiso se non per mezzo di Maria), ma che rende possibile vivere il Cielo già su questa terra.

7

Sant’Alfonso, in quel suo capolavoro che è il canto natalizio Quando nascette ninno, ad un certo punto, parlando di Gesù Bambino nella greppia e la Madonna accanto, utilizza queste precise parole: “Là trovajeno Maria co Giuseppe e a Gioja mia; e ‘n chillo viso provajeno no muorzo e Paraviso.” Tradotto dal napoletano: Là trovarono Maria con Giuseppe e la mia Gioia, e in quel viso provarono un morso di Paradiso. Il morso non è tutta la pietanza, è un assaggio, ma un assaggio che ha già la sostanza della pietanza. Ecco: vivere con l’Immacolata che dona Gesù, vuol dire vivere già adesso il Paradiso. Appunto: spiccare il volo!

8

Dante stesso dice che chi volesse ottenere una grazia senza la Madonna è come se pretendesse di volare senza le ali: “Donna, se’ tanto grande e tanto vali,/che qual vuol grazia e a te non ricorre /sua disianza vuol volar sanz’ali.” (Paradiso XXXIII, 15) Ritorna dunque il tema del “volo”.

9

Ma -come dicevamo e come dice Trilussa- la Madonna ci solleva come “pe maggia”, cioè “come per magia”. Ovvero con una forza che stravolge tutto, che è più potente delle forze naturali. Infatti, la Madonna porta in Paradiso e fa assaporare l’assaggio del Paradiso grazie alla sua Grazia, cioè grazie alla forza di Dio, di cui è paradossalmente generatrice e madre.

10

L’Immacolata solleva facendo sì che i pesi dei peccati diventino magicamente leggeri, talmente leggeri da far andare su, vincendo qualsiasi forza di gravità… come un dirigibile, tozzo, grosso, elefantiaco, ma sorprendentemente leggero e capace di volare.

Al Signore Gesù

Signore, grazie che ci hai donato Tua Madre.

Grazie che ci hai donato Colei che può farci volare affinché possiamo vivere eternamente nel Tuo Regno.

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, cosa ho da dirti, che già non ti ho detto in questa borraccia?

Madre, voglio camminare con Te per volare con Te.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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