La Bisaccia n.7 (rubrica settimanale)

Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo.
Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia”  è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità cattolica. 

Di che cosa avrebbe potuto vivere il sarto, se Dio non avesse instillato nell’uomo il sentimento del pudore?

Georg Buchner (1813-1837) – Woyseck

Cari pellegrini, la frase dello scrittore tedesco Georg Buchner sa di paradossalità; ma è una paradossalità che coglie nel segno, meglio: nell’armonia.

Ci dice la Teologia Spirituale che uno degli effetti del dono della Sapienza è la capacità di vedere tutto nella dimensione “armonica”, ovvero saper capire come tutto sia in un certo qual modo “collegato”.

I medioevali lo sapevano molto bene e parlavano di “reductio ad unum“, ovvero di necessità di ricondurre tutto ad un’unità. Ovviamente, ciò non significava armonizzare ciò che non è armonizzabile, per esempio il bene con il male e il male con il bene. Infatti, tutto ciò che è male -dicevano- non è “essere”, bensì “mancanza di essere”.

Si trattava, invece, di cogliere la “tessitura” di Dio: il “ricamo” della creazione, che è specchio del Suo Logos.

Ricamo, tessitura… concetti, cari pellegrini, che richiamano il sarto dell’immagine di Buchner: il sarto vive perché Dio ha inserito nell’uomo il senso del pudore.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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