25 novembre – Anniversario dell’Enciclica “Christianae reipublicae” di papa Clemente XIII

Il Cammino dei Tre Sentieri realisticamente invita a considerare il Tempo. Esso, nella prospettiva dell’Eterno e vissuto nella presenza e nella Grazia di Dio, non è una “condanna”, bensì “occasione” di realizzazione e di gioia nella consapevolezza di un cammino che non è perdita ma accrescimento di Senso e di Amore. La rubrica “La bellezza del Tempo” è costituita da scritti che servono per cogliere più pienamente ogni importante ricorrenza, sia essa religiosa che storica.

25 novembre – Anniversario dell’Enciclica “Christianae reipublicae” di papa Clemente XIII

Il 25 novembre del 1766, papa Clemente XIII promulgò la Lettera Enciclica “Christianae reipublicae“.

Perché è bene ricordare questo documento? Perché è uno dei documenti più “politicamente scorretti” del Magistero Pontificio, e pertanto anche molto “profetico”.

Il testo raccomanda i cattolici di lottare contro una certa libertà di stampa che stava iniziando a diffondere libri contro la Fede Cattolica.

Chiediamoci allora: è giusto lottare contro la libertà di stampa?

La nostra sensibilità moderna sembra inorridire. Ma -si sa- la modernità si è sviluppata, prima con il principio della “doppia verità” (un conto è la verità di fede, altro la verità di ragione), poi con la negazione completa della metafisica (razionalismo) e infine con la negazione del concetto stesso di verità (nichilismo postmoderno).

La società tradizionale, quella naturale e cristiana, era invece impostata diversamente. Il suo fondamento consisteva nella convinzione dell’esistenza della Verità (con la “V” maiuscola) e quindi nella proclamazione e nella difesa dei diritti della Verità stessa. La Verità ha dei diritti, l’errore non può averli.

Violenza? Sopruso? Niente affatto.

Questa convinzione salvaguardava da qualsiasi deriva totalitaria e di divinizzazione del potere politico e umano. Perché? Perché se la Verità esiste e deve essere rispettata, ciò non solo spetta ai singoli, ma anche al potere politico. E inoltre questa (la Verità) non è a disposizione del potente di turno.

E invece, sarà proprio quando questa convinzione verrà meno, che alla forza del diritto subentrerà il diritto della forza.

Tempo fa in una conferenza del filosofo Gianni Vattimo (padre del “pensiero debole”) che doveva tenersi in un liceo, la locandina di presentazione recitava così: “Il pensiero debole, ovvero il pensiero dei deboli“.

Che sciocchezza! E’ proprio il contrario. Se la Verità non esiste, allora vuol dire che deve trionfare l’opinione. Ma di chi? Di tutti? No, dei più forti, di chi ha più possibilità di parlare e di farsi ascoltare. Dei potenti e degli intellettuali.

I deboli, invece, non possono farcela; questi possono essere salvaguardati solo dalla Verità!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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